MUNERA (LOTTE GLADIATORIE)

I Munera o spettacoli gladiatorii si svolgevano da principio nel foro e nel circo, poi negli anfiteatri.

Gli spettacoli gladiatorii hanno origine in lontane e crudeli cerimonie funebri, celebrate con il rito del sacrificio umano sulla tomba del defunto per placare l'ira degli Dei infernali e l'inquietudine dei trapassati. Da questa origine cultuale deriva il loro nome (da munus, nel significato di offerta sacrificale e propiziatoria). Introdotti a Roma nel 264 a.C. dall'Etruria, furono istituiti ufficialmente nel 105 a.C. e per lungo tempo rappresentati nel Foro Romano, dove sono i resti dei pozzi delle camere di manovra con le impronte dei sistemi degli argani. Solo con la costruzione degli anfiteatri essi raggiunsero la perfetta organizzazione che conosciamo dagli scrittori antichi.

Questi combattimenti si fecero in seguito in spazi sempre più ampi, come il Foro, il circo e l'anfiteatro, l'edificio appositamente ideato per questo tipo di spettacoli. Tuttavia in epoca augustea a Roma non esisteva che un anfiteatro in pietra, nella zona sud del Campo Marzio, quello che Statilio Tauro aveva fatto costruire nel 29 a.C., mentre gli altri che troviamo citati erano solo provvisori e di legno.

Nel 2 a.C. Augusto aveva raddoppiato l'anfiteatro di Tauro, destinato al soli combattimenti terrestri, con una naumachia, per la riproduzione di battaglie navali. Gli assi dell'ellissi esterna erano lunghi 556 metri e lo specchio d'acqua era interrotto da un'isola artificiale; tutto intorno erano disposti giardini e boschetti.

Fuori della città Augusto mantenne gli ordinamenti di Giulio Cesare che volevano la rappresentazione di un munus annuale da parte dei magistrati municipali. A Roma obbligò i pretori in carica a darne due l'anno, in ognuno dei quali duellassero almeno 120 coppie di gladiatori. Erano questi i munera ordinaria. C'erano poi quelli extraordinaria: Augusto li offrì al popolo tre volte personalmente e cinque a nome di figli e nipoti. In seguito a questi decreti imperiali, i munera divennero uno spettacolo ufficiale e obbligatorio, proprio come i ludi del teatro e del circo. Da qui lo stabilizzarsi e il moltiplicarsi degli anfiteatri.