Nerone

Nerone salì al potere a soli 17 anni, nel 54 d.C., dopo che Mario suo patrigno, morì all'improvviso.
Nerone è colui che ripropone a Roma gli agoni atletici di tipo greco, affiancandoli agli altri spettacoli già affermati e più popolari. Egli li aveva conosciuti e apprezzati a Napoli e a Pozzuoli, dove spesso si recava, perchè in queste città egli ritrovava quello spirito ellenico che tanto gli era congeniale.
Gli insegnamenti dei suoi maestri, fra cui ci furono anche degli orientali, il suo animo incline al mondo greco, per tutto quello che era magia e mistero nella religione, esaltazione dell'eroe-sovrano e fascino dell'efebia, e l'interesse destato in lui dagli eventi bellici in Oriente, portarono il giovane sovrano ad una spiccata simpatia per gli ideali di vita tipici del mondo greco. Secondo Nerone la gara, 1'agone ginnico, ippico, artistico, letterario, divennero ben presto l'occupazione piu degna per le persone di un certo ceto che volessero esprimere il loro senso estetico e la loro cultura. Lo spettacolo non doveva essere messo in scena solo da persone di infimo grado, ma egli volle organizzare ludi in cui intervenissero anche personalità illustri dell'epoca. Egli «ricordava come anticamente fosse abitudine di re e generali esercitarsi in gare equestri, materia ad un tempo di celebrazioni e di onoranze religiose» (Tac., Ann. 14, 14).

Memore della propria tradizione, tuttavia, la nobilta romana si mostrò contraria all'imitazione dei costumi orientali. Tacito ricorda l'ossequio servile dei sudditi e non certo la viva partecipazione del Senato e della nobiltà alle stranezze del principe. Gli stessi Seneca e Burro fecero costruire intorno al circo Vaticano un recinto, perché egli potesse dedicarsi alla passione dei cavalli al riparo da occhi indiscreti.