ORIGINI RITUALI. LA CORSA CON LE FIACCOLE

La lampadedromia, cioè la corsa con le fiaccole, era un particolare tipo di corsa che godette di grande popolarità a Roma. Questa competizione traeva la sua origine da riti sacri: per questo motivo ogni anno si correva vicino a Napoli, nei pressi della tomba della sirena Partenope. Si trattava di una corsa a staffetta, a più squadre, composte in genere da atleti appartenenti alla stessa tribù. Il collegamento era realizzato mediante il "testimone", una fiaccola che il corridore passava al suo compagno di squadra, già in corsa o pronto allo slancio, e che non doveva spegnersi fino alla fine della gara.
Non conosciamo, relativamente a questa competizione, il numero degli atleti frazionisti né le distanze da percorrere: sappiamo, però, che essa subì consistenti cambiamenti nel tempo. Inizialmente, infatti, gli atleti, similmente ai Greci, correvano impugnando con il braccio sinistro uno scudo rotondo e con il destro, proteso in avanti, la fiaccola accesa. Successivamente, invece, la gara si disputò correndo con la fiaccola appoggiata alla spalla protetta, insieme al braccio, da un manicotto stretto da lacci e da un balteo (fascia) che, attraversando obliquamente il petto, girava sull'omero dell'altro braccio. Il manicotto poteva essere di colore diverso (rosso, bianco, ecc.) a seconda della squadra di appartenenza del concorrente.