DIVERSI TIPI DI GIOCHI CON LA PALLA

I giovani, che erano i più attivi praticanti, amavano i giochi che comportavano lotta, scontro fisico. Il più praticato di questi giochi era l'harpastum, lontano parente del nostro rugby, privo di particolari regole, giocato con una piccola palla riempita di sabbia (harpasta), facile da afferrare al volo, e consisteva nell'intercettare la palla e cercare di conservarla, in mischie furibonde, il più a lungo possibile tra spinte ed assalti.

Giochi meno pericolosi erano quelli del ludere datatim, simile alla nostra palla a mano, in cui il giocatore avversario, ricevuta la palla, la rilanciava a sua volta; o del ludere expulsim, in cui la palla veniva colpita con il palmo della mano come nella nostra pallavolo. Ma il più amato dei giochi con la palla fu certamente il trigon, descritto vivacemente da Petronio: "Un vecchio calvo, vestito di una tunica vermiglia, giocava a palla con degli schiavetti dai lunghi capelli…Il padrone…, in pantofole, si divertiva con delle palle verdi. E non raccattava mai quella caduta per terra: c'era lì uno schiavo con un sacco pieno e riforniva di volta in volta i giocatori".

Si utilizzava una piccola palla dura, imbottita di crine (pila trigonalis), che tre giocatori, disposti al vertice di un triangolo segnato per terra, si lanciavano senza preavviso, con l'intento di sorprendersi a vicenda. La prontezza di riflessi era la qualità essenziale, perché ogni giocatore poteva ricevere contemporaneamente la palla da due lati e doveva essere capace di rilanciarla colpendola a sua volta con le mani. Persone anziane e bambini non in età per contendere nelle mischie il possesso della palla si dedicavano, più piacevolmente, ai giochi riposanti con la palla gonfia d'aria. Dice Marziale. "Andate via, o giovani, a me si addice un'età poco robusta: questo gioco della palla (gonfia d'aria) è fatto per vecchi e fanciulli".

Oltre alle palle citate, di crine o di sabbia, ce n'erano altre costituite  sempre da spicchi di stoffa o di pelle cuciti insieme e riempiti di piume o di aria. Esternamente le palle erano dipinte a colori vivi e spesso decorate con disegni geometrici. Marziale ne mette a fuoco le caratteristiche: "Questa palla di piume messe dentro a fatica è meno morbida della palla gonfia d'aria, ma mano compatta della palla imbottita di duro crine".