L. Cornelio Silla

Silla, cultore e conoscitore del mondo greco, amò lo sport secondo la pratica dei Greci, e addirittura tentò di trasferire a Roma, nell'80 a.C., i giochi Olimpici, lasciando ad Olimpia solo la corsa per i ragazzi. Le sue tendenze ellenizzanti lo portarono anche ad introdurre a Roma nuovi culti importandoli dall'Oriente. Quello di Iside, per esempio, pare che facesse la sua comparsa a Roma proprio all'epoca di Silla. L'avvenimento non è cosa di poca importanza se si pensa che Iside, divinità di origine egizia, a Roma venne assimilata a Igea e il suo culto fu spesso collegato all'attività ginnica, tanto che alcuni suoi simulacri sono stati ritrovati nei peressi di Palestre o di locali adibiti all'esercizio fisico.
Silla, seguendo la sua passione per gli agoni di tipo greco, nell'81 a.C., propose questo nuovo genere di gare ai Romani, nell'anniversario della vittoria riportata su Mario a Porta Collina. Questi ludi Victoriae Sullanae  vengono ricordati come una celebrazione originale e innovatrice, preccorritrice dei grandiosi spettacoli imperiali. La festa durava sette giorni, dal 26 ottobre al 1° novembre, e in essa veniva offerta al popolo un sontuoso banchetto, mentre nel circo si esibivano atleti in gare ginniche, aurighi in corse con i carri, e gladiatori in venazioni dove per la prima volta a Roma furono visti dei leoni.
Una grande festa popolare, dunque, in cui a Silla vennero tributati onori quasi divini. Neppure lui, comunque, riuscì a convincere i Romani della bontà degli agoni greci, e ancora per molto tempo Roma si rifiutò di accoglierli ed inglobarli nella sua pratica ginnica. Giulio Cesare continuò questa esperienza filoellenica.