Tiberio

Svetonio ricorda solo due rappresentazioni di spettacoli gladiatorii in questo periodo: l'una in memoria del padre di Tiberio, nel foro, l'altra in memoria di Druso, nel circo Massimo. Tiberio infatti fu molto attento all'amministrazione del denaro pubblico e così "restrinse le spese degli spettacoli scenici e gladiatorii con lo scemare i salari degli attori scenici e gladiatorii e con il ridurre a un determinato numero le coppie dei gladiatori" (Svet., Tib. 34). Se Augusto aveva fissato il numero dei duellanti in 120 coppie, Tiberio lo abbassò a 100 coppie. A partire da l27, poi, vietò ai privati con rendita inferiore a 400.000 sesterzi, ovverosia al capitale equestre, di organizzare dei munera. Un altro provvedimento testimonia il rigore di questo imperatore: egli vietò ai giovani di buona famiglia di scendere nell'arena e improvvisarsi attori e gladiatori.