GARA DI VELOCITÀ

La gara podistica per eccellenza fu la corsa dello stadio o corsa semplice, gara di velocità sulla distanza di circa 600 piedi (180 metri). Successivamente vennero istituite corse su una distanza doppia (1200 piedi), circa 360 metri, e corse simili all'attuale mezzofondo o fondo, in quanto la distanza da coprire poteva variare dai 7 stadi (1300 metri circa) ai 24 (4500 metri circa).
Le corse erano eseguite da atleti nudi e senza calzari (corsa semplice); nelle corse militari, particolarmente utili all'allenamento bellico, gli atleti correvano indossando armature.
Le gare erano disputate per batterie eliminatorie, secondo sorteggi, e per diverso tempo le false partenze vennero punite con l'uso del bastone o della frusta. La partenza delle corse avveniva tramite ingegnosi dispositivi utilizzati già in età tardo-ellenistica, i quali consentivano lo scatto simultaneo di tutti i concorrenti. Nello stadio dell'Istmo di Corinto è stato riconosciuto un meccanismo del genere, costituito da transenne di legno disposte di fronte ad ogni atleta che, al segnale di partenza, venivano aperte mediante delle corde. Il traguardo consisteva in una linea, simile a quella di partenza; ed i corridori, con ogni probabilità, dovevano girare intorno ai segnacoli delimitanti i posti loro assegnati.
Filostrato (fine II sec. d.C.) nella sua opera Sull'arte della ginnastica, descrive le caratteristiche ideali per ciascuna disciplina atletica. Scrive quindi a proposito della corsa: «Colui che intende partecipare con successo alla corsa di resistenza rafforzi… le spalle e il collo e abbia gambe sottili e leggere come coloro che praticano la corsa semplice, i quali muovono le gambe con l'aiuto delle mani velocissime, quasi sollevati a volo dalle mani stesse».
E ancora: «Colui che vuole partecipare alla corsa militare abbia fianchi ben proporzionati, spalle ben sviluppate, femore sporgente, per poter agevolmente sopportare il peso dello scudo. Coloro che partecipano alle gare di corsa semplice - le più leggere fra tutte - danno risultati assai buoni, se di membra ben proporzionate. Ma migliori di costoro saranno gli atleti non troppo alti, un poco più del normale: l'altezza eccessiva va a detrimento della resistenza, come avviene per gli alberi troppo alti. Siano robusti… e il loro corpo abbia armonicamente i seguenti requisiti: gambe proporzionate alle spalle, torace inferiore al normale con buoni polmoni, femore leggero, tibie diritte, mani più lunghe del normale».