Caesar - De bello Gallico - Liber I, 38
Vesontio


Cum tridui viam processisset, nuntiatum est ei Ariovistum cum suis omnibus copiis ad occupandum Vesontionem, quod est oppidum maximum Sequanorum, contendere triduique viam a suis finibus profecisse. Id ne accideret, magnopere sibi praecavendum Caesar existimabat. Namque omnium rerum quae ad bellum usui erant summa erat in eo oppido facultas, idque natura loci sic muniebatur ut magnam ad ducendum bellum daret facultatem, propterea quod flumen Dubis ut circino circumductum paene totum oppidum cingit, reliquum spatium, quod est non amplius pedum MDC, qua flumen intermittit, mons continet magna altitudine, ita ut radices eius montis ex utraque parte ripae fluminis contingant, hunc murus circumdatus arcem efficit et cum oppido coniungit. Huc Caesar magnis nocturnis diurnisque itineribus contendit occupatoque oppido ibi praesidium conlocat.

Vesonzione (Besançon)


Dopo una marcia di tre giorni, gli giunse la notizia che Ariovisto, con tutte le sue truppe, stava cercando di conquistare Vesontione (Besançon), la città principale dei Sequani, ed era partito già da tre giorni. Cesare comprese che sarebbe stato necessario un grande sforzo da parte sua per evitare l'assalto. Infatti in quella città vi erano abbondanti rifornimenti di tutto ciò che serviva per la guerra e il luogo era così ben fortificato dalla natura che rendeva facile condurre una guerra, poiché il fiume Dubis cingeva quasi tutta la città con un percorso che avrebbe potuto essere stato tracciato con un compasso; dove non scorre il fiume, in una zona che si estende per non più di milleseicento piedi, sorge un monte molto elevato, la cui base tocca da entrambi i lati le sponde del fiume. Un muro circonda il monte, ne fa una roccaforte e l'unisce  alla città. Cesare qui si diresse, a marce forzate di giorno e di notte, occupò la città e vi pose un presidio.