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STRATEGIE PER LA COMPRENSIONE DI TESTI

strategieDa dieci anni l'Irrsae Emilia Romagna si occupa di ricerca e formazione nel campo della comprensione del testo attivando progetti in collaborazione con la prof.ssa Lucia Lumbelli dell'Università di Trieste ed insegnanti di scuola elementare, media di I° e di II° grado.

Le strategie di insegnamento e apprendimento elaborate si basano su teorie psicolinguistiche di derivazione cognitivista e consistono principalmente in strumenti per l'accertamento, il monitoraggio, il sostegno e il recupero delle abilità inferenziali nel processo di comprensione il più possibile autonoma dell'allievo, utilizzando le tecniche rogersiane del rispecchiamento e quelle del problem solving, tramite un intervento strutturato e individualizzato, come è possibile capire analizzando anche una minima bibliografia e alcuni esempi di schede per i "colloqui centrati sul lettore che pensa ad alta voce".

Il lavoro di collaborazione fra ricercatori di professione, insegnanti ricercatori e tecnici Irrsae ha permesso all'Irrsae Emilia Romagna di strutturare due "pacchetti formativi", che utilizzano l'intervento stimolo strutturato come base per una formazione in servizio a largo spettro.

L'impegno e la ormai decennale collaborazione dell'Irrsae Er con la prof.ssa Lucia Lumbelli su problemi di comprensione del testo e di interazione verbale nell'ambito del controllo metacognitivo del processo di comprensione, d'altra parte hanno mostrato convergenza con gli attuali programmi C.E.E. - LINGUA per la gioventù, da cui l'idea di proporre a partner europei la costruzione di un progetto "Accertamento e toutoring delle abilità di comprensione dei testi" per un' "Azione 1 - Sezione III - Progetto Socrates" C.E.E.

Per ogni informazione e/o eventuale partecipazione alla costituzione di un progetto Cee Socrates-Lingua, Azione I, Sezione III° contattare Franco Fortini e Paolo Senni, Irrsae Emilia Romagna, via Ugo Bassi 7, 40123 Bologna (Italia) - tel. 051/227669 - fax 051/269221 e-mail: senni@arci01.bo.cnr.it


Sommario:

Lettura Ricerca Formazione

Testi di riferimento

Esempi di shede

Due pacchetti formativi

L'intervento stimolo individuale strutturato

Proposta di progetto

LETTURA RICERCA FORMAZIONE

1992 - 1994

ATTORI

Consulenza e direzione scientifica: prof.ssa L. Lumbelli, Università di Trieste;

Ricerca e sperimentazione: 5 insegnanti di scuola elem.entare 5 di scuola media e 5 di biennio di scuola secondaria superiore;

Coordinamento e ricerca: 3 tecnici Irrsae (F. Fortini sc. elementare, P. Senni sc. media, A. Colombo biennio sc. superiore)

MATERIALI PRODOTTI

Sperimentazione e messa a punto di un training intensivo individuale per il recupero delle abilità di comprensione in tre fasi: accertamento, problem solving, modeling.

Sperimentazione e messa a punto di un modello di formazione in servizio verticale (materna - biennio) imperniato sulla ricerca.

Analisi, sperimentazione e messa a punto di circa 20 testi con nodi di coerenza locale per i colloqui dei training.

Sperimentazione di uno strumento di misurazione delle abilità di integrazione locale prima e dopo il training.

Circa 80 protocolli relativi ad altrettanti colloqui di allievi dalla scuola elementare al biennio della scuola secondaria superiore.

Pubblicazione: Irrsae Er, Lumbelli, L. e Senni, P. (a cura di), Per capire di non capire, Bologna, 1994; EDITRICE SYNERGON, BOLOGNA, 1995

ATTIVITA'

Ricerca "Difficoltà di comprensione della lingua scritta dalla scuola elementare al biennio delle superiori".

Seminari di formazione per gli insegnanti ricercatori sull'analisi dei testi, l'intervista al lettore che pensa ad alta voce, la tecnica dell'intervento a riflesso e le modalità di conduzione del training intensivo.

Sperimentazioni nelle classi con allievi sperimentali e di controllo (per ogni allievo circa 5 sedute intensive).

1994 - 1995

ATTORI

Consulenza e direzione scientifica della ricerca: prof.ssa L. Lumbelli, Università di Trieste; consulenza e formazione scuola materna: dott.ssa R. Cardarello, Università di Parma.

Ricerca e formazione: sei insegnanti (3 di scuola elementare, 2 di scuola media e 1 di biennio);

Cordinamento, ricerca e formazione: tecnici Irrsae F. Fortini, P. Senni, A. Colombo

MATERIALI PRODOTTI

Messa a punto di un modulo biennale di formazione in servizio di 40 ore con 10 ore di credito formativo.

Sperimentazione del modulo formativo.

Sperimentazione del training intensivo e dello strumento di misurazione delle abilità di integrazione locale.

Circa 100 protocolli relativi a colloqui con altrettanti allievi di scuola materna, elementare, media e media superiore

ATTIVITA'

Ricerca "Intrusioni sul testo come errori di comprensione e rispecchiamenti con effetti positivi di completamento e/o chiarimento - Analisi dei protocolli"

Disseminazione-formazione con corsi per circa 200 insegnanti: Imola - 20 docenti di scola materna; 40 insegnati di scuola elementare; Massa Lombarda: 10 insegnanti di scuola media e 40 di scuola elementare; Bologna: 10 insegnanti di scuola elementare e 20 di scuola media; Vigarano Mainarda (Fe): 5 insegnanti di scuola media e 10 di scuola elementare; Ferrara: 8 insegnanti di scuola media; Modena: 20 insegnanti di scuola media; Piacenza: 15 insegnanti di scuola elementare

Alcuni testi di riferimento

Lumbelli, L., Uncertainty in The Text Comprehension: Clues and Effects, pp. 153 - 167, in Van Hout - Volters, B. and Schnotz, W., Text Comprhension and learning from text, Amsterdam, Swets-Zeitlinger, 1992

Lumbelli, L.. Senni, P. ( cura di), Per capire di non capire - Comprensione verbale e individualizzazione: un progetto di stimolazione della comprensione del testo dalla scuola elementare al biennio della scuola secondaria superiore, Irrsae Emilia Romagna, Edizioni Synergon, Bologna, 1995

Lumbelli, L., Focusing on text comprehension as a problem-solving task. A fostering project for culturally deprived children. in Cornoldi, C., & Oakhill, J.V. (Eds.), Reading Comprehension Difficulties: Processes and Intervention. Hillsdale: Erlbaum (in print).

Esempi di schede per il "colloquio centrato sul lettore che pensa ad alta voce" nell'intervento-stimolo individuale

I° ESEMPIO

La cicogna e la luna

Una giovane cicogna era andata tutto il giorno si e giù per la palude senza riuscire a fare colazione. Chissà dove si erano nascosti i pesci!

Ne aveva trovato uno solo, piccino piccino, ma nell'afferrarlo per la fretta le era andato di traverso e, tossendo aveva dovuto lasciarlo cadere.//

Si fece notte. La cicogna scoprì sull'acqua un gran pesce tondo e giallo che si muoveva adagio adagio. Silenziosamente si avvicinò, tuffò il becco con un gran colpo ... e la luna, alta nel cielo, si mise a ridere, perché aveva veduto la cicogna che voleva mangiare la sua immagine.//

Anche le compagne della povera cicogna si misero a ridere, e perfino i pesci vennero fuori per vedere che cosa succedeva. Allora successe questo: anche la povera cicogna poté finalmente fare colazione.//

E così, da allora, tutte le sere quando la luna saliva nel cielo la cicogna, beccando l'immagine della luna, aveva trovato il modo di riempirsi lo stomaco senza fare tanta fatica.

SCHEDA PER L'INTERVENTO

Testo: La cicogna e la luna (libero adattamento da: G. Fanciulli, Ti racconterò, Firenze, 1974, Giunti Bemporad Marzocco) (IV° elementare - II° media)

A. Analisi

Sequenza 1: niente di particolare; bisogna capire che la cicogna ha fame, vorrebbe mangiare, ma non ci riesce perché non trova i pesci.

Sequenza 2: la cicogna scambia il riflesso della luna per un pesce (che si muoveva adagio adagio forse è un riferimento all'esperienza visiva - reale o letteraria . che si può avere della luna quando si riflette su un'acqua non del tutto ferma, possibile solo con richiami enciclopedici); il fatto è spiegato subito dopo anche se con una piccola identità ostacolata (bisogna riconoscere in "sua immagine" (non ripetuto "riflessa nell'acqua") il "gran pesce tondo giallo"). Si può fare l'ipotesi che si tratti di un punto in cui la non comprensione totale non pregiudica la comprensione del nodo: l'essenziale pare essere registrare che i pesci vengono su a farsi vedere, meno il motivo delle risate.

Sequenza 3: è la sequenza del nodo rappresentato dalla sua parte finale: Allora successe questo: anche la povera cicogna poté finalmente fare colazione. Per capire come mai la cicogna riesce a mangiare occorre utilizzare le seguenti informazioni: la "colazione" della cicogna sono i pesci e i pesci sono nascosti (seq. 1), la cicogna scambia la luna per un pesce (seq. 2), c'è la risata generale e i pesci vengono fuori a vedere cosa succede (seq. 3) e far interagire questa ultima informazione con quella della seq, 1 circa le abitudini alimentari della cicogna. Solo così è possibile ricavare l'inferenza risolutrice con la produzione del tassello mancante al ragionamento sequenziale: i pesci sono attirati dalle risate delle cicogne - escono dai loro nascondigli - la cicogna li riesce finalmente a prenderli e a mangiarli.

Sequenza 4: la cicogna impara a fare intenzionalmente quanto era successo per caso e ripete l'operazione. Dal punto di vista letterale si può notare in margine che occorre riportare con la memoria l'effetto del riso in seguito alle beccate all'immagine della luna. Ci potrebbe essere un altro nodo nel capire come mai la cicogna decida di mettere a regime il suo errore, che si presterebbe ad una ricapitolazione generale, ma non conviene insistere per la contrarietà al senso comune del testo (le cicogne continuano a ridere per un'operazione che hanno già visto ripetersi più volte e i pesci non hanno imparato a non cadere nel tranello).

B. Indicazioni per l'intervento

Fornire la seguente spiegazione lessicale:

fare colazione = mangiare

Lettura e accertamento delle sequenze 1 e 2. Alla sequenza 2, ai fini della risoluzione del successivo nodo, la registrazione delle informazioni da parte dell'allievo potrebbe essere parziale considerando essenziale solo l'informazione che i pesci escono a farsi vedere. La proposta di gestione dell'accertamento sarebbe quindi di non insistere molto sulla comprensione dell'errore della cicogna, ma sul suo effetto alimentare. Il problema alla successiva sequenza tre infatti, come dati nella sua formulazione, contiene la riformulazione-spiegazione di come si è arrivati alla uscita dei pesi (errore della cicogna e risate generali). Alla sequenza 3 se l'allievo non ha da solo stabilito i nessi e prodotto l'inferenza circa il fatto che la cicogna può mangiare i pesci che sono usciti allo scoperto lo si può aiutare ponendogli il seguente problema: rileggendo il testo sapresti trovare dei punti che spiegano come mai la cicogna, dopo aver cercato di mangiare la immagine della luna e avere fatto ridere gli altri per questo, riesce finalmente a mangiare. Alla sequenza 4 ci si può accontentare di una semplice esposizione senza porre il problema in quanto troppo contro il senso comune la sua soluzione.

II° Esempio

I galletti del bottaio di Luigi Pirandello

La moglie del bottaio Marchica desiderava ardentemente pranzare una volta sola, almeno, nelle feste, in compagnia del marito, il quale ogni anno, a Capodanno, a Carnevale, a Pasqua e a Natale, era solito raccogliere intorno alla sua tavola parenti e amici con vivo dispiacere della moglie, anzi con sua grande rabbia.//

La buona donna quest'anno, per Natale, aveva allevati due bei galletti; e mostrandoli al marito, il giorno prima, disse: "Guarda che bei galletti! Se mi prometti, che domani non inviterai nessuno a pranzo con noi, io gli tirerò il collo, e vedrai che brava cuoca sono! Avrai un piatto degno di un re".

Il bottaio promise; e la moglie fu tutta contenta.//

Il giorno dopo il bottaio vestito a festa salutò la moglie prima di andare a Messa.

"No, marito mio; abbi pazienza: tu oggi non uscirai di casa. Son sicura, che se affacci il naso dalla porta, mi porti in casa qualcuno. Di messa te ne basta una, quella di questa notte."

"Ma io ti prometto ..."

"Non sento promesse! Qua, a me il berretto; oggi starà sotto chiave."

Il bottaio sospirò, diede alla moglie il berretto e si riprometteva di non fare mai più scontenta la moglie con l'invitare nelle feste parenti o amici.//

Ma il diavolo volle metterci la coda. La donna, nel comprar tutto l'occorrente per il pranzetto, il giorno prima, s'era dimenticata il prezzemolo: due soldi di prezzemolo.

"Ah, marito mio! e come si fa?"

"Da' a me; vado a comprartelo io."

"No, tu no! Tu oggi non esci di casa, ti ripeto."

"Eh via, sciocchina! Credi che ... La bottega è qui, a due passi ..."

"Inutile! Non sento ragioni ..."

"E allora, vacci tu."

"Io non posso, capisci? Come faccio a lasciare i fornelli?"

"Vado e torno."

"Bada!"

"Non dubitare ... ."//

Ma appena a cinque passi dalla soglia, paffete! Il vecchio parroco del villaggio vicino, dove il bottaio Marchica aveva abitato per tre anni.

"Oh, signor parroco! Beati gli occhi che la vedono! E come va? Da queste parti?"

"Affarucci, affarucci," rispose il vecchio parroco sorridendo, con gli occhi che scomparivano tra le rughe.

"Evviva veramente! Come va? Come va? Che si dice a Montedoro?"

"Eh! Che cosa si dice? Tanto bene, figlio mio. Il mondo è vecchio ... "

E il buon parroco si sfregava le mani secche, tremanti.//

"Lei, lo vedo," rispose il bottaio "sempre in salute, Dio la benedica! Oh, anch'io, sì; ringraziamo Iddio! E lavoro, non me ne manca ... Sissignore ... Vado a comprare un po' di prezzemolo per mia moglie. Oggi mi prepara un pranzettino proprio coi fiocchi e, a tavola, noi due soli - io, qua, lei, là!... Ma ... e dove pranza lei oggi, signor parroco? Certo mia moglie avrà tanto piacere di rivederla ... Mi vuol fare un favore? Non dica di no."

"Pronto, figlio mio, se posso ..."

"Deve pranzare con noi oggi, che è il giorno di Natale ..."

"Non posso, figlio mio ..."

"Come, non può? Non le piace la casa dei poveri. Abbiamo un pranzo da poveri, solo due galletti."

"Non è per questo, figlio mio; tu mi conosci. Devo ripartire a momenti."

"Ripartirà più tardi!"

"L'asinello m'aspetta."

"Lo lasci aspettare; si riposerà meglio ... Non lo lascio partire, ecco! Mi deve fare questo favore. Sì?"

"Giacché lo vuoi per forza ... Tante grazie, figlio mio ..."

"Grazie a lei, signor parroco, dell'onore ... Entri, entri in casa ... Guardi: quella porta lì di fronte ... C'è mia moglie, guardi, sulla soglia ... Io vado e torno: due soldi di prezzemolo ..."//

Il vecchio parroco sorrise, guardando la moglie del bottaio, e la salutò con la mano, avvicinandosi alla porta.

"Me l'ha fatta! Me l'ha fatta!" ... si diceva intanto la donna tra i denti, stringendo i pugni e rodendosi dentro dalla rabbia. "Oh, ma te la devi vedere con me, adesso! Vedrai. "Come sta, come sta signor parroco? Quanto onore ... Quanto piacere ... "

"Vostro marito ha voluto per forza cosi ... Non mi sono potuto rifiutare ... "

"Oh, padre mio!" sospirò la moglie del bottaio, con il viso tutto triste.

"Che avete, figliola mia?" domandò il parroco sorpreso.

"Le dirò, le dirò, signor parroco ... Aspetti un momento." //

Entrò il bottaio, sorridente, con il prezzemolo.

"Ecco il prezzemolo! Vedi, moglie mia? Il tuo buon parroco! Chi poteva aspettarselo? E' stato tanto gentile da accettare il nostro umile invito ... Già gliel'ho detto: un pranzo da poverelli ... Ma che importa? C'è sempre il buon cuore ..."

"Certo, certo ..."

"Sa, signor parroco? Mia moglie mi aveva detto: Oggi, nessun invitato ... E io, difatti ... Ma poi ho visto lei, e per lei son sicuro che ... E' vero, moglie mia?"

"Senza dubbio, senza dubbio," rispose la moglie con le labbra strette.// "Piuttosto, ora che ci penso ... e il vino? Mi son dimenticata anche del vino ... Guarda, che testa. Farai un'altra corsa tu, è vero, marito mio? Abbi pazienza ..."

"Ma certo, subito! Dammi il berretto, dammi."

"Ecco il berretto. Una corsa. Mi raccomando.!"

"Non dubitare."//

Appena uscito il marito, disse la donna al parroco:

"Ah, padre mio! Fortuna che si è lasciato convincere ad andare a cercare il vino!"

"Perché, perché, figliola mia?"

"Ah, se sapesse, signor parroco! Vino in casa ne avevo in abbondanza; ho detto di non averne per aiutare qualcuno ..."

"Chi?"

"Per salvare lei, signor parroco."

"Me?"

"Sissignore! Non sa dunque nulla? Non sa che mio marito ..."

E fece un gesto espressivo con la mano.

Il povero parroco fece anche lui una faccia sbalordita:

"Matto, dite? Matto? Come mai! Povero ragazzo" e batté una mano con l'altra. "E come mai?"//

"Sissignore! Sissignore!" incalzò la donna. "Io non ho più lacrime da piangere in segreto (e intanto piangeva). Quante lagrime, quest'occhi! E se sapesse che tipo di pazzia gli è venuta! Non può vedere gli occhi della gente, che subito gli vien voglia di strapparli ... sissignore!"

"Gesù che guaio! Gesù che guaio!" diceva preoccupato il parroco.

"Io parlo per il suo bene ... S'immagini che onore per me, che piacere averla a tavola, oggi ... Guardi: prenda i due galletti, uno almeno, non me lo rifiuti! Glieli avvolgo in un giornale, va bene? E se li porterà con se. Ma non rimanga, per carità, se ci tiene ai suoi occhi! Sa, il povero pazzo? Invita la gente in casa, poi mette i catenacci alla porta e, alla fine del pranzo, vuole strappare gli occhi agli invitati ... Se vedesse, ogni volta, che lotta disperata! Adesso in paese si sa di questa pazzia, e nessuno accetta più inviti da lui."//

Quando la donna terminò di parlare egli, nonostante fosse vecchio, saltò su da sedere e si precipitò verso la porta.

"Prenda i galletti, mi faccia il favore!"

"No, niente! Che galletti! Addio, addio ... e grazie di nuovo ..."

La donna lo lasciò partire.

"Oh, e questo è fatto!" esclamò.

Si recò in cucina, tolse dalla pentola i due galletti, e li nascose.//

"Adesso a noi, signor marito!"

Il bottaio rincasò con un buon fiasco di vino, tutto ansante e trafelato.

Trovò la moglie in cucina in un pianto dirotto.

"Che cosa ti è successo?"

"Ah se sapessi! Ah quel prete !"

"Il parroco? Dov'è? Cosa ti è successo?"

"Metterai giudizio ora? Mi porterai ancora gente in casa? Vedi cosa mi ha fatto il tuo signor parroco?"

"Insomma posso sapere cosa ti è accaduto?"

"Che?"

La moglie, calcolando che il buon parroco a quell'ora, spinto dalla paura, su l'asinello, doveva essere già abbastanza lontano dal paese, si levò da sedere con gran furore:

"Che cosa mi è capitato? Il tuo buon parroco, capisci? Il tuo buon parroco mi si è infilato in cucina e ... guarda, guarda lì, la pentola! Vedi? Non c'è più nulla ..."

"Rubato?" fece con tanto d'occhi il bottaio.

"Tutti e due i galletti."

"Ah birbante! Dici davvero? Possibile? Voglio corrergli dietro! E se lo raggiungo ... se lo raggiungo ... Lasciami!"//

E liberatosi con la forza dalle braccia della moglie, si mise a correre furiosamente per lo stradone che conduce a Montedoro.

Tutto impolverato, stanco da non poterne più, dopo aver percorso buon tratto dello stradone fuori dal paese, vide in fondo, lontano lontano, il vecchio parroco che trotterellava sull'asinello, in una nuvola di polvere. Raccolse allora tute le forze che gli restavano, e si mise a gridare: "Signor parroco! O signor parroco!"

Il vecchio parroco si voltò mentre l'asinello trattava, trottava ...

E il bottaio con tutta la sua voce:

"Almeno uno, signor curato! Me ne dia almeno uno!"//

"Caro, to'! Almeno un occhio, dice! Addio, caro! Addio, caro!"

E botte da orbo all'asinello.

"Almeno uno! Almeno uno!" continuava a gridare il povero bottaio sfinito dalla corsa.

Nel frattempo la moglie in cucina si mangiava comodamente i due saporitissimi galletti.

SCHEDA PER L'INTERVENTO

Testo: I galletti del bottaio, L. Pirandello (libero adattamento)

A. Analisi

Sequenza 1: bisogna capire l'antefatto, il nocciolo della storia: il marito aveva il vizio di invitare a pranzo parenti e amici anche nelle feste principali; ciò indispettiva molto la moglie, che serbava dentro di sé un desiderio forte e insoddisfatto, quello di poter pranzare almeno una volta durante le feste da sola col marito. Tali informazioni sono utili antecedenti per la comprensione del primo nodo alla sequenza 7.

Sequenza 2: con la sequenza 2 incominciano i fatti della storia e bisogna capire che la moglie cerca di ottenere e ottiene dal marito la promessa che domani, il giorno di Natale, non inviterà nessuno a pranzo, allettandolo con un piatto molto buono e speciale, i galletti che possono essere materiale di recupero per sciogliere il terzo nodo alla sequenza 14.

Sequenza 3: occorre registrare che la moglie vieta al marito l'uscita alla messa per la paura che inviti qualcuno e che gli mette sotto chiave il berretto; il marito accetta e fa buoni propositi.

Sequenza 4: l'autore anticipa quello che succederà con il detto popolare Ma il diavolo volle metterci la coda, che l'allievo può utilizzare, se ne conosce il significato, o meno. Dal dialogo occorre ricavare l'informazione che il marito per causa di forza maggiore esce fra le promesse sue e le raccomandazioni della moglie.

Sequenza 5: l'autore inserisce un altro avvertimento con il paffete, che introduce l'incontro fra il bottaio e il parroco; si tratta di registrare per il momento, utilizzando il dialogo, la fase dei convenevoli dell'incontro; collegare Montedoro a villaggio vicino abitato per tre anni non è importante, in quanto non vi sono collegamenti col nocciolo.

Sequenza 6: il bottaio ricade nel suo vizio un po' alla volta raccontando quello che sta facendo; la sua insistenza e la ritrosia poi vinta del parroco, servono per caricare il peso della conseguente arrabbiatura della moglie; l'essenziale è capire che il bottaio invita il parroco a pranzo trasgredendo agli impegni e alle promesse e che il parroco accetta.

Sequenza 7: siamo così al primo nodo del racconto rappresentato dalle reazioni della moglie alla comparsa del parroco nella prima parte della sequenza ("Me l'ha fatta! Me l'ha fatta!" ... si diceva intanto la donna tra i denti, stringendo i pugni e rodendosi dentro dalla rabbia. "Oh, ma te la devi vedere con me, adesso! Vedrai.) Per trovare la coreferenza della rabbia repressa della moglie e delle sue due espressioni, la prima di amara constatazione di essere stata imbrogliata e la seconda di annuncio di vendetta, con il resto del brano, occorre un riassunto mirato di pressoché tutto il testo precedente: il marito aveva il vizio di invitare persone a pranzo anche le feste (seq. 1), la moglie desiderava ardentemente pranzare almeno una volta in intimità col marito (seq. 1), il marito aveva promesso e si era impegnato per l'indomani, giorno di Natale a non invitare nessuno (seq. 2), la moglie aveva preso molti accorgimenti perché il marito non avesse una ricaduta nel suo vizio (negare l'andata a Messa, chiusura chiave del berretto, seq. 3). Occorre quindi, per dimostrare di aver capito, operare la seguente catena: vizio del marito - desiderio della moglie - patto e promessa - ricaduta del marito con invito del vecchio parroco - arrabbiatura della moglie e desiderio di vendetta.

Nella seconda parte assistiamo prima al "buon viso" della moglie e subito dopo all'inizio della messa in atto del piano di vendetta. Ma che la battuta "Oh, Padre mio!" sospirò la moglie del bottaio, con il viso tutto triste." venga subito capita come l'inizio della ritorsione è pressoché impossibile. Sarebbe importante e utile che l'allievo, magari preavvertito dal proposito di vendetta espresso, notasse come improvviso o strano il comportamento della moglie.

Sequenza 8: il marito cerca un assenso alla sua trasgressione da parte della moglie, che finge di concedergliela ("Ma poi ho visto lei, e per lei son sicuro che ... E' vero, moglie mia?" "Senza dubbio, senza dubbio".) Per il lettore un richiamo all'arrabbiatura e al desiderio di vendetta della moglie con sottolineatura della sua momentanea finzione può essere rappresentato dalla notazione con le labbra strette, utilizzabile solo conoscendo il significato della smorfia in questione.

Sequenza 9: la moglie fa uscire il marito in cerca di vino; tale fatto potrebbe di nuovo, in assenza della scoperta del piano della moglie, essere visto come strano.

Sequenza 10: la moglie informa il parroco di aver fatto uscire il marito con una scusa per salvarlo dal marito che è diventato matto. Il parroco chiede spiegazioni.

Sequenza 11: occorre capire che la moglie prosegue nel piano dicendo al parroco che la pazzia del marito consiste nel voler strappare violentemente gli occhi ai suoi invitati; c'è anche il particolare dell'offerta di almeno un pollo.

Sequenza 12: nella prima parte occorre registrare l'improvvisa fuga del parroco e il suo rifiuto dei galletti; nella restante siamo di fronte al secondo nodo del brano. La moglie lascia partire il parroco ed esclama: "Oh, e questo è fatto!" Si tratta: 1. di capire cosa intende la moglie col pronome questo e ciò è possibile ricuperando le informazioni dal dialogo della sequenza 11: il marito è matto, la pazzia consiste nello strappare gli occhi con violenza agli ospiti; 2. di collegare le false informazioni fornite al parroco con l'annuncio della vendetta alla più lontana sequenza 7; 3. di capire che se esiste un piano di vendetta, ciò che è stato fatto, può esserne solo una prima parte. Anche l'ultima informazione della sequenza andrebbe registrata in quanto informazione utile allo scioglimento del terzo e successivo nodo: la donna nasconde i galletti.

Sequenza 13: occorre capire in cosa consiste la seconda parte del piano della moglie, nel far credere al marito che l'ospite parroco se ne è fuggito portando via i due galletti e nel registrarne un primo effetto: la decisione del marito di rincorrere il parroco.

Sequenza 14: il bottaio insegue il parroco, lo vede e gli grida "Almeno uno, signor curato! Me ne di almeno uno!" Siamo di fronte al terzo nodo. Qui l'anafora è il centro di un gioco linguistico "strategico" nel piano del testo. Vale la pena di fermarsi prima che la precisazione venga espressa nel testo alla riga successiva ("Caro, to'! Almeno un occhio, dice! Me ne dia almeno uno!") e invitare il lettore a ricostruire la "doppia identità" mediante un'eventuale riesplorazione delle due parti necessarie del testo, quella più lontana, che permette di tradurre l'uno con occhio (seq. 11 ... Non può vedere gli occhi della gente, che subito gli vien di strapparli ... vuole strappare gli occhi agli invitati) e quindi di spiegare la fuga del prete, e quella più vicina (seq. 13 ... "Il tuo buon parroco, capisci? mi si è infilato in cucina e ...guarda, guarda l', la pentola. Vedi? Non c'è più nulla..." "Rubato ..." "Tutti e due i galletti.") da cui si evince la "spiegazione" dell'inseguimento da parte del bottaio e che permette di collegare uno con galletto.

Sequenza 15: vi è la soluzione dell'equivoco costituito dal duplice significato per il bottaio e per il parroco della parola "uno" costituito dalle diverse versioni dei fatti servite dalla moglie ai due protagonisti.

B. Indicazioni per l'intervento

Non ci dovrebbero essere difficoltà lessicali e sintattiche in quanto il brano è stato depurato e in alcuni punti riscritto. Si leggono e si accertano tutte le sequenze fino alla 7, ove se l'allievo non ricostruisce spontaneamente il nesso fra Me l'ha fatta e gli antecedenti necessari esprimibili nella catena vizio del marito - desiderio della moglie - patto e promessa - ricaduta del marito con invito a pranzo del vecchio parroco - arrabbiatura della moglie e desiderio di vendetta, lo si può aiutare ponendogli il seguente problema: potresti rileggere il brano dall'inizio alla ricerca di elementi utili per spiegare come mai la moglie quando si vede entrare in casa il suo vecchio parroco dice fra i denti: "Me l'ha fatta! Me l'ha fatta!". In caso di esito negativo della ricerca e della produzione dei collegamenti da parte dell'allievo si ritiene opportuno fornire il modello di spiegazione non toccando la parte del proposito di vendetta in quanto antecedente utile alla soluzione del nodo n. 2. Si riprende a leggere ed ad accertare fino alla sequenza 12, ove se l'allievo non riempie da solo il richiamo anaforico questo riferendosi e a ciò che la donna ha raccontato al vecchio prete (il marito è matto e la pazzia consiste nello strappare gli occhi con violenza agli ospiti) e anche al desiderio di vendetta espresso alla sequenza 7, lo si può invitare ad una rilettura dalla sequenza 7 o, prima, dalla sequenza 11 e successivamente dalla sequenza 7, con l'aiuto del seguente problema: sapresti trovare nelle sequenze immediatamente precedenti e più su fino alla sequenza 7 elementi che ti aiutino a capire cosa intende dire la moglie del bottaio quando esclama: "Oh, e questo è fatto!"? Qualora l'allievo non colleghi l'antefatto (soluzione autonoma o assistita del nodo 1), con il desiderio di vendetta e la frase in questione a conclusione della prima fase, è opportuno anche in questo caso fornire il modello di spiegazione ossia dire che la donna è soddisfatta perché ha iniziato la sua vendetta facendo credere al curato che suo marito è affetto da pazzia "cava occhi agli ospiti", in quanto queste informazioni costituiscono una parte di quelle necessarie alla soluzione del successivo nodo 3, ma non costituiscono di per sé l'inferenza da produrre in proprio, il tassello mancante. Si legge e si accertano le sequenze fino alla 14, ove se l'allievo, alla lettura di "Almeno uno" non si mette a ridire o non fa capire che ha capito l'equivoco costruito dalla donna, ossia che "uno" per il curato è "occhio", mentre per il bottaio è "galletto", più che far rileggere, magari per una terza volta il brano dall'inizio, è forse opportuno abbreviare la ricerca con un problema più ricco di dati del tipo: senti abbiamo già visto che il bottaio aveva un vizio di invitare sempre le persone contro la volontà della moglie e che lei era riuscita a farsi promettere che per quel Natale non avrebbe invitato nessuno. E abbiamo anche visto come il bottaio trasgredisca le sue promesse e inviti a pranzo il vecchio parroco. Poi abbiamo visto che la moglie per vendicarsi racconta al parroco che il marito ha la pazzia di levare gli occhi agli ospiti. Rileggendo dalla sequenza 12 sapresti trovare degli elementi che ti servono per capire meglio questo punto? Oppure, se si ritiene opportuno mantenere generale la riesplorazione, si può accorciare il problema: senti abbiamo già visto che il bottaio aveva un vizio di invitare sempre le persone contro la volontà della moglie e che lei era riuscita a farsi promettere che per quel Natale non avrebbe invitato nessuno. Rileggendo dalla sequenza 7 sapresti trovare degli elementi che ti servono per capire meglio questo punto?

Due pacchetti formativi

CORSO DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI FINALIZZATO RECUPERO INTENSIVO DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO

FINALITA'

METTERE GLI INSEGNANTI IN GRADO DI RECUPERARE E RINFORZARE LE ABILITA' DI COMPRENSIONE DEI TESTI SCRITTI, FIGURATI E FIGURATI-SCRITTI NEGLI ALLIEVI

ORDINE SCOLASTICO

SCUOLA MATERNA

SCUOLA ELEMENTARE

SCUOLA MEDIA DI I° GRADO

BIENNIO SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

CONTENUTI DEL CORSO

L'ANALISI DEL TESTO CON INDICATORI DI DIFFICOLTA' COGNITIVI

LA TECNICA DEL RISPECCHIAMENTO COME STRUMENTO DI INTERAZIONE LA MENO CONDIZIONANTE POSSIBILE

L'ANALISI DEI PROTOCOLLI (DEREGISTRAZIONI DEI COLLOQUI)

IL TRAINING INTENSIVO IN TRE FASI: ACCERTAMENTO, PROBLEM SOLVING E MODELING

DURATA DEL CORSO

CORSO DI 40 ORE ANNUE:

5 INCONTRI POMERIDIANI DI 3 ORE, 2 GIORNATE DI 7 ORE, 11 ORE DI CREDITO FORMATIVO PER STUDIO E TRASCRIZIONE DEI COLLOQUI

GRUPPI DI NON PIU' DI 15 INSEGNANTI ANCHE MISTI PER ORDINI SCOLASTICI, MA OMOGENEI PER DIFFICOLTA' DEI TESTI; APPROCCIO SPERIMENTALE

RISORSE MATERIALI

TESTO PRODOTTO PER LA FORMAZIONE: LUMBELLI L., SENNI P. (A CURA DI), PER CAPIRE DI NON CAPIRE - COMPRENSIONE VERBALE E INDIVIDUALIZZAZIONE: UN PROGETTO DI STIMOLAZIONE DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO DALLA SCUOLA ELEMENTARE AL BIENNIO DELLA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE, IRRSAE ER, BOLOGNA, 1994 (IN CORSO DI RISTAMPA PRESSO CASA EDITRICE SYNERGON BOLOGNA)

TESTI ICONICI, NARRATIVI E ARGOMENTATIVI CON RELATIVE SCHEDE DI UTILIZZO

PROVE DI INGRESSO E USCITA EQUIVALENTI ORIGINALI

ARCHIVIO DI PROTOCOLLI DI COLLOQUI INSEGNANTE-ALLIEVO SUI BRANI PER LA FORMAZIONE

RISORSE FORMATORI

PROF.SSA L. LUMBELLI, UNIVERSITA' DI TRIESTE, REFERENTE SCIENTIFICO GENERALE

DOTT.SSA R. CARDARELLO, UNIVERSITA' DI PARMA, REFERENTE SCIENTIFICO SCUOLA MATERNA

PROF. A. COLOMBO, IRRSAE ER, BOLOGNA, BIENNIO SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

PROF. F. FORTINI, IRRSAE ER, FERRARA, SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA MEDIA

PROF. P. SENNI, IRRSAE ER, BOLOGNA, SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA MEDIA

PROF.SSA A. MATTIOLI, INSEGNANTE SCUOLA MEDIA, MODENA

PROF.SSA L. D'EMELIO, INSEGNANTE SCUOLA MEDIA, ZOLA PREDOSA (BO)

DOTT. L. POLI, INSEGNANTE SCUOLA ELEMENTARE, IMOLA

DOTT. E. MICHELINI, INSEGNANTE SCUOLA ELMENTARE, IMOLA

DOTT.SSA M. VITTORIA ORLANDI, ESPERTA, ANCONA

CARATTERISTICHE DEL TRAINING INTENSIVO

ALLIEVI TARGET

ALLIEVI CON NORMALI CAPACITA', MA CON DIFFICOLTA' SCOLASTICHE O CON ALLE SPALLE ESPERIENZE SCOLASTICHE FRUSTRANTI O CON BLOCCHI DI VARIA NATURA

SPECIFICITA'

INTERVENIRE SULLA DIFFICOLTA' DI OPERARE INFERENZE PONTE TRAMITE TRAINING INTENSIVI INDIVIDUALIZZATI IN TRE FASI: ACCERTAMENTO, PROBLEM SOLVING E MODELING

DURATA

UN ORA ALLA SETTIMANA PER DUE MESI IN SITUAZIONE DI NON AFFATICAMENTO NE' DELL'ALLIEVO NE' DELL'INSEGNANTE

CORSO DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI FINALIZZATO ALLA GESTIONE IN CLASSE DI TESTI CON DIFFICOLTA' DI TIPO INFERENZIALE

FINALITA'

RINFORZARE LA DIDATTICA DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO SCRITTO

ANALIZZARE I TESTI IN PROFONDITA' UTILIZZANDO GLI "INDICATORI COGNITIVI", PER INDIVIDUARE I PROCESSI AUTOMATICI E INCONSCI DI COMPRENSIONE

MIGLIORARE LA COMPETENZA COMUNICATIVA IN SITUAZIONE DI DIDATTICA DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO

ORDINE SCOLASTICO

SCUOLA ELEMENTARE (II° CICLO)

SCUOLA MEDIA DI I° GRADO

BIENNIO SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

CONTENUTI DEL CORSO

L'ANALISI DEL TESTO CON INDICATORI DI DIFFICOLTA' COGNITIVI

L'INTERAUTOANALISI DEL PROCESSO DI LETTURA

LA STRUTTURA GERARCHICA DEL TESTO

IL RIASSUNTO

IL TESTO ARGOMENTATIVO

DOMANDE DI COMPRENSIONE: APERTE, CHIUSE, DISGIUNTIVE, SUGGESTIVE, DI APPOGGIO, ECC.

IL RISPECCHIAMENTO COME MODALITA' DI INTERAZIONE

PROVE DI COMPRENSIONE OGGETTIVE CON ITEM INFERENZIALI

DURATA E MODALITA'

CORSO ANNUALE DI 30 ORE:

7 INCONTRI POMERIDIANI DI 3 ORE

9 ORE DI CREDITO FORMATIVO PER STUDIO E TRASCRIZIONE COLLOQUI

GRUPPI DI NON PIU' DI 15 INSEGNANTI ANCHE MISTI PER ORDINE SCOLASTICO, MA OMOGENEI PER DIFFICOLTA' DEI TESTI

APPROCCIO SPERIMENTALE

RISORSE MATERIALI

TESTI DI RIFERIMENTO: LUMBELLI L. (A CURA DI), INCORAGGIARE A LEGGERE, LA NUOVA ITALIA, FIRENZE, 1988; LUMBELLI, L. (A CURA DI), FENOMENOLGIA DELLO SCRIVER CHIARO, EDITORI RIUNITI, ROMA, 1989

BATTERIE DI TESTI NARRATIVI GIA' ANALIZZATI CON SCHEDE DI UTILIZZO PER ALLIEVI DI SCUOLA ELEMENTARE, MEDIA E BIENNIO SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

RISORSE FORMAZIONE

PROF.SSA L. LUMBELLI, UNIVERSITA' DI TRIESTE, REFERENTE SCIENTIFICO

PROF. A. COLOMBO, IRRSAE ER, BOLOGNA, BIENNIO SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

PROF. F. FORTINI, IRRSAE ER, FERRARA, SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA MEDIA

PROF. P. SENNI, IRRSAE ER, BOLOGNA, SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA MEDIA

PROF.SSA A. MATTIOLI, INSEGNANTE SCUOLA MEDIA, MODENA

PROF.SSA L. D'EMELIO, INSEGNANTE SCUOLA MEDIA, ZOLA PREDOSA (BO)

DOTT. L. POLI, INSEGNANTE SCUOLA ELEMENTARE, IMOLA

DOTT. E. MICHELINI, INSEGNANTE SCUOLA ELMENTARE, IMOLA

DOTT.SSA M. VITTORIA ORLANDI, ESPERTA, ANCONA

L'INTERVENTO STIMOLO INDIVIDUALE STRUTTURATO

PRESUPPOSTI SCIENTIFICI E METODOLOGICI:

LE TEORIE INFORMATION PROCESSING SULLA COMPRENSIONE

LA TECNICA DEL RISPECCHIAMENTO COME MODALITA' DI INTERAZIONE VERBALE LA MENO CONDIZIONANTE POSSIBILE

L'ANALISI DEL TESTO CON INDICATORI COGNITIVI PER RILEVARE I PROCESSI INFERENZIALI E, IN PARTICOLARE, I NODI DI INCOERENZA LOCALE

L'USO DEL PROBLEM SOLVING COME FUNZIONE DELL'AUTONOMIA DI RICERCA DA PARTE DELL'ALLIEVO

RAPPORTO UNO A UNO PER MASSIMA CONCENTRAZIONE DELL'INSEGNANTE E DELL'ALLIEVO

FASI

ACCERTAMENTO: COMPRENSIONE/INCOMPRENSIONE; CONSAPEVOLE/INCONSAPEVOLE

FORMULAZIONE DEL PROBLEMA

RICERCA AUTONOMA CON RILETTURA DEL TESTO E SOSTE CON RISPECCHIAMENTI: SUCCESSO/INSUCCESSO

IN CASO DI INSUCCESSO: DIMOSTRAZIONE-MODELLO

Proposta di progetto :

"Accertamento e toutoring delle abilità di comprensione dei testi" per un' "Azione 1 - Sezione III - Progetto Socrates" della C.E.E.

PROGRAMMA SOCRATES

SEZIONE III° - MISURE ORIZZONTALI

Azione 1 - Promozione dell'apprendimento linguistico (LINGUA)

"D" Sviluppo di strumenti per la didattica delle lingue e la valutazione delle competenze linguistiche

TITOLO

ACCERTAMENTO E TOUTORING DELLE ABILITA' DI COMPRENSIONE DEI TESTI DIVULGATIVI

SFONDO

Dal 1992 al 1994 l'Irrsae Er ha messo in atto un progetto per il recupero di abilità di comprensione dei testi sulla base delle teorie psicolinguistiche di approccio cognitivista, elaborate in Italia da L. Lumbelli dell'Università di Trieste 1 . Tale attività di ricerca e formazione ha coinvolto insegnanti di scuola materna (alluni di età dai 3 ai 5 anni), elementare (dai 6 ai 10 anni), media di I° grado (dagli 11 ai 13 anni) e biennio di scuola secondaria superiore (dai 14 ai 15 anni). Essa ha permesso di mettere a punto un metodo di intervento per il recupero delle abilità di comprensione degli alunni (accertamento, problem solving e modeling) e un itinerario di formazione in servizio e riflessione teorica su tale problema per insegnanti. Nel 1994 stesso e nel 1995 l'Irrsae sulla scorta della elaborazione messa a punto ha promosso corsi di aggiornamento con sperimentazioni in classe del metodo in svariate scuole della regione che hanno riscosso consenso da parte degli insegnanti e conseguito risultati positivi con gli allievi. Il tutto è ampiamente documentato in un testo pubblicato a cura dell'Irrsa e E. R..

MOTIVAZIONI DELLA PROPOSTA

Sostengono la presente proposta di progetto motivazioni di ordine culturale, scientifico e pedagogico:

consapevolezza dell'importanza del "saper leggere" per uno sviluppo ottimale della personalità e dell'inserimento sociale;

consapevolezza dell'importanza, ai fini di uno sviluppo motivato del "saper leggere", di far emergere i processi cognitivi personali durante l'attività di lettura;

consapevolezza della oggettiva difficoltà nell'individuare strumenti per la conoscenza delle elaborazioni mentali botton up e top down che avvengono durante il processo di lettura e, quindi, necessità di sviluppare strategie adeguate nell'insegnamento, che favoriscano l'acquisizione da parte degli insegnanti di tali informazioni ai fini di un intervento intensivo tipo problem solving, nella riconosciuta esistenza, anche nelle diverse lingue, di analoghi processi inferenziali nella comprensione dei testi;

consapevolezza della necessità di rinforzare negli insegnanti, ai fini del sostegno della motivazione alla lettura negli allievi, la competenza comunicativa, derivante dall'utilizzo di un'analisi del testo condotta per mezzo anche di precisi indicatori di difficoltà di tipo inferenziale.

OBIETTIVI GENERALI

Sulla base di una comune metodologia (metodo Lumbelli):

individuare e confrontare comuni strategie per la conoscenza, l'accertamento e la valutazione dei processi personali di comprensione degli allievi (conoscenza e valutazione del risultato della comprensione/conoscenza e valutazione del processo di comprensione)

individuare e confrontare i processi cognitivi messo in atto dagli alunni

confrontare le specifiche metodologie di recupero e potenziamento messe in atto

individuare strategie comuni per la didattica intensiva della comprensione del testo

individuare strategie comune per la formazione degli insegnanti

SVILUPPO E FASI

1996: costituzione di un gruppo di lavoro formato per ogni stato partecipante da 5 partecipanti (1 membro di un centro di ricerca e formazione insegnanti e 4 docenti di alunni fra i 6 e i 14 anni) per la messa in comune del "metodo Lumbelli" sulla comprensione del testo; presentazione del metodo; ricerca comune dei testi da utilizzare; definizione comune delle modalità e tempi di sperimentazione in classe; definizione comune degli strumenti di osservazione e di valutazione dell'esperienza.

1997: attivazione delle sperimentazione e prime valutazioni

1998: redazione e formalizzazione di materiali comparati per la didattica del testo e la formazione dei docenti.


Al sommario Alla home page dell'IRRSAE E-R


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1 Lumbelli Lucia, Focusing on text comprhension as a problem-solving task. A fostering project for culturally deprived children., in Cornoldi. C. & Oakhill, J.V. (Eds.), Reading Cpmprehension Difficulties: Processe and Intervention., Hillsdale: Erlbaum. (vedi allegato 1)