Un anello a 24 chip

Il progetto doveva ancora rubarlo. Prese una siringa ipodermica, ne spezzò la punta in plexiglas e si fece una dose di ticker, indossò guanti e casco, inserì il pin nella fessura alla base del polso ed accese il telecomputer. Sapeva usare fin da bambino la realtà virtuale, ma continuava ad eccitarsi ad ogni ingresso in rete.

Jack digitò il sito della Trexxen. Era facile vedere le pagine dedicate all'utenza, un po' più complicato visitare quelle segrete. Arrivò al primo muro ed inserì la prima chiave, che conosceva, lavorava lì ormai da quattro anni: digitò STRESS ed il muro si ridusse a centinaia di agglomerati di pixel rossi, marroni e neri. Ne mancava un'altra, facile per un cracker come lui scoprirla. Aprì il suo sito, copiò alcuni file in quello della Trexxen ed aspettò un paio di minuti: il muro si distrusse, entrò e potè scrutare i file segreti fino a trovare quelli desiderati, li copiò ed uscì, otto secondi prima che le difese di emergenza entrassero in azione.

Chiamò un aerotaxi e si fece portare allo spazioporto. I controlli furono, come al solito, rigorosi: non si poteva portare nulla fuori dall'isola, ma Jack Willis riuscì a superarli. S'imbarcò: prima destinazione, Sasso City, sulla terra.

Alcune ore dopo, alla Trexxen: "Ehi, capo, qualcuno è entrato nell'area segreta!" "Jack?" "E' sparito". Il panico assalì il settore 4 della Trexxen, la prima produttrice di ICE della galassia. Il direttore fece subito chiamare il detective Hiro Forester, l'unico uomo biointegrato presente sull'isola. Solo lui poteva risolvere il caso, forse.

Nella stanza 405 dell'Hotel Syncopate di Sasso City avveniva lo scambio tra Jack e un uomo piccolo con una lunga treccia bionda, una 24 ore carica di credit contro un semplice chip che Jack sfilò come una gemma dall'anello che portava al dito. Aveva una fretta indiavolata, forse avevano già scoperto tutto, doveva filarsela al più presto, ma il piccoletto non si fidava, e controllò il contenuto del chip inserendolo nel jumper alla base della nuca.

Tutto era O.K., poteva entrare nel sito di Jack, ora poteva eliminarlo . Denji estrasse una Walker PPK silenziata e lo freddò, colpendolo alla gola. Un rivolo di sangue uscì esitante dal lato destro della bocca formando un freddo ghigno sul volto della vittima i cui occhi sbarrati guardavano ancora il suo assassino. Subito dopo Denji s'immerse nella banca dati di Willis.

Stessa ora, sull'isola, anche Hiro è nel sito di Jack. "Sapevo che i trucchi che quel pazzo mi aveva insegnato mi sarebbero serviti prima o poi, ma ... per la miseria, stanno cancellando tutto!" Iniziò a digitare velocemente i tasti per salvare almeno qualche file. Ne erano rimasti solo alcuni, non del tutto comprensibili. Vedremo cosa sapranno fare i maghi della Trexxen, si disse.

Denji aveva finito, poteva tornare alla Pexi,sarebbero stati contenti del suo lavoro, come sempre, del resto. Uscì dalla stanza e quasi si scontrò con il robottino fluttuante addetto alle pulizie, ma non se ne curò. I sensori olfattivi dell'automa riconobbero l'odore del sangue e fecero scattare l'allarme satellitare collegato alla rete TransPlaNet.

-Jack Willis è stato ucciso in un albergo a Sasso City- gli trasmise il suo visore. Per Hiro la ricerca era arrivata a una tragica conclusione...ora bisognava trovare assassino e movente. Era sempre più urgente conoscere il contenuto di quei file, il direttore ora doveva parlare. Prima però doveva andare a Sasso City, sulla scena del delitto. Arrivò al porto spaziale giusto in tempo per prendere l'ultimo cargo, si sedette di fianco al pilota, suo vecchio compare.

Il viaggio non fu dei migliori; appena arrivato, Hiro si diresse subito al bar dell'Hotel, il luogo più adatto per raccogliere informazioni. Il barista notò il visore all'occhio destro del nuovo arrivato, gli ricordava qualcuno. "Hai mai visto quest'uomo?" Hiro gli fece scivolare davanti una foto di Jack. Il barista col capo chinato continuò ad asciugare la tazza che teneva in mano. "Hai mai visto quest'uomo?" ripeté sporgendosi oltre il bancone e afferrandolo per il collo con l'artiglio sinistro, "è stato ucciso in una fetida stanza di questo <<Hotel><>, forse era con qualcuno, te lo ricordi per caso? "

"Stai calmo amico, gemette, sì ora ricordo, ma non si è fermato qui, è andato direttamente all'ascensore". "E poi?" tirò a sé la faccia cianotica per il dolore. "Seguiva un tizio..., uno con una treccia bionda". Mollò la presa. Ora era tutto più chiaro, se era Denji. Ma sì doveva essere Denji, nessun altro killer avrebbe rischiato di farsi riconoscere. Telefonò alla Trexxen, a malincuore il capo del settore 4 parlò.

"Jack lavorava con la mia squadra al Progetto, i file danneggiati ne facevano parte. Strano, però, non avrebbero dovuto trovarsi nel sito di Jack, non tutti almeno, solo io ho accesso al progetto intero e ogni giorno cambio la password. Nessuno, oltre a me e al Direttore Supremo, ne è a conoscenza". Hiro sapeva, però, che Jack avrebbe potuto aprire qualunque porta e ,anche, che era molto avido. Era facile ora ricostruire l'intera vicenda, più difficile prendere il killer, certamente al sicuro in qualche tana dell'agglomerato; in quanto ai mandanti, si potevano solo fare delle ipotesi. Il suo lavoro era finito. E la Trexxen? Avrebbe rinunciato a mesi di lavoro e reso pubblico il progetto prima che una qualche Pexi potesse sfruttarlo, non c'era altra scelta.

Hiro tornò al bancone, dopo tutto il barista non era poi così antipatico.

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