Alla home page IRRE ER

Il cadavere vivente (Apuleio, Metamorfosi 1.6-19)

Riassunto

Aristomene, un viandante incontrato da Lucio durante il suo viaggio verso la Tessaglia, racconta di essersi una volta imbattuto in un suo vecchio amico, Socrate, molto male in arnese e di avere saputo da lui che era stato ridotto in miseria completa da Méroe, ostessa e maga, che aveva già compiuto azioni nefande.

In passato essa aveva infatti trasformato un amante infedele in un castoro, bestia che si recide i testicoli, ed un oste rivale in una rana. Un'altra volta aveva bloccato l'utero della moglie di un suo amante. Un'altra ancora aveva chiuso in casa i suoi concittadini che volevano condannarla a morte.

Socrate e Aristomene si recano a dormire in una locanda.

Durante la notte la porta della stanza si apre e vi fanno irruzione due streghe, Pàntia e Méroe, che uccidono Socrate, immergendogli una spada nel collo, e gli tolgono il cuore, tamponando la ferita con una spugna. Aristomene, nascosto sotto un lettuccio, vede tutto. Viene però anch'egli scoperto e inondato di urina dalle due megere.

Al mattino, tuttavia, Socrate sembra non avere subito alcuna ferita, per cui Aristomene pensa di avere sognato. I due amici ripartono e si fermano poi per colazione sotto un platano.

Mentre mangia, Socrate sembra sentirsi male: si avvia ad un ruscello per bere, ma nel chinarsi verso l'acqua gli si riapre la ferita sul collo e ne esce la spugna con cui le due megere avevano tamponato Socrate la notte precedente.

Socrate muore e viene sepolto da Aristomene.

ritorna al "La suspense dell'horror"

This page is maintained by Luciano Stupazzini (stps30k1@bo.nettuno.it)
Last modified on 07/03/96.
Ad inizio pagina