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La suspense del "nero"

Nel romanzo "nero", osserva Todorov (v. nota 11)

non c'è nessuna storia da indovinare e nessun mistero [...] ma non per questo l'interesse del lettore si affievolisce, ci si rende conto infatti che esistono due forme di interesse completamente diverse. Possiamo chiamare la prima curiosità: muove dall'effetto alla causa, dato un certo effetto (un cadavere ed alcuni indizi) si deve risalire alla causa (il colpevole e ciò che lo ha spinto al delitto). La seconda forma, la suspense, procede dalla causa all'effetto: ci vengono presentate dapprima le cause e i dati iniziali (dei gangsters che preparano un colpo) e l'interesse è mantenuto vivo dall'attesa di ciò che accadrà, cioè degli effetti (cadaveri, delitti, scontri)

I racconti citati e schematizzati sopra contengono, in forma minimale, tutti gli ingredienti del giallo. Tali ingredienti, disposti nell'ordine in cui effettivamente si presentano nei testi, creano un mini-romanzo nero, un mini-thriller, un mini-episodio della serie televisiva del tenente Colombo. È però sufficiente togliere dal primo passo, quello etichettato come "il crimine", l'identificazione del colpevole per ottenere la forma di suspense propria del romanzo-enigma.

I caratteri del romanzo nero sono riscontrabili, in maniera più evidente e complessa, in un altro racconto di Apuleio, che intitolerei

Una serial killer (Apuleio, Metamorfosi 10.23-28).

Anche qui la suspense è del secondo tipo di Todorov.

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