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Note bibliografiche e di approfondimento

(1) I padri fondatori. Il «giallo» da Jahvè a Voltaire a cura di Oreste del Buono, Torino, Einaudi, 1991
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(2) Anche se naturalmente non è possibile stabilire una data incontrovertibile per la nascita del genere letterario "giallo" o "poliziesco", è generalmente accettata l'idea che i suoi primi esempi possano essere considerati o Caleb Williams di W. Godwin (1794) o I delitti della Rue Morgue di E. A. Poe (1841).
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(3) A. S. Hornby, Oxford Advanced Learner's Dictionary of Current English Fifth Edition, Editor Jonathan Crowther, Oxford, Oxford University Press, 1995
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(4) Il Nuovo Zingarelli Undicesima edizione a cura di Miro Dogliotti e Luigi Rosiello, Bologna, Zanichelli, 1983
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(5) Nuovo Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli. Edizione a cura di Gian Carlo Oli e Lorenzo Magini, Milano, Selezione dal Reader's Digest, 1987
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(6) Tucidide, La guerra del Peloponneso 22.4
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(7) Del termine il Duden Deutsches Universalwörterbuch (Dudenverlag, Mannheim usw., 1989) dà la seguente definizione:

nur der Unterhaltung dienende, anspruchlose, inhaltlich u. sprachlich oft minderwertige Literatur
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(8) Si possono ricordare Eliot, Brecht, Borges.
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(9) Si possono ricordare Dürrenmatt (La promessa, Il giudice e il suo boia), Robe-Grillet (Le gomme), Gadda (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana), Borges (Il giardino dei sentieri che si biforcano, La morte e la bussola), Sciascia (Il giorno della civetta), Eco (Il nome della rosa).
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(10) Microsoft Encarta, Microsoft Corporation & Funk & Wagnall's Corporation, 1993
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(11) T. Todorov, Tipologia del romanzo poliziesco originariamente in «Paragone» n. 202 (1966) pp. 3-14 poi in Poétique de la prose, Paris, Seuil, 1971 pp. 55-65. Qui si cita dalla raccolta La trama del delitto. Teoria e analisi del racconto poliziesco a cura di Renzo Cremante e Loris Rambelli, Parma, Pratiche Editrice 1980 (Nuova ed. accresciuta, 1990); a questa antologia si farà spesso riferimento.
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(12) Nella procedura greca vigeva il principio che accusatore potesse farsi chiunque lo volesse, purché in possesso dello status giuridico richiesto (o( boulo/menoj o(=ij e)/cestin). D'altra parte anche l'arresto di un presunto colpevole era affidato all'iniziativa privata (la procedura era quella dell'a)pagwgh/), non esistendo nulla di simile a quello che negli Stati moderni è la polizia. Neppure il diritto romano conosce il concetto di "pubblica accusa" o "perseguibilità d'ufficio". Anche nell'ambito che noi definiremmo "penale", l'accusa deve essere presentata da un privato: il magistrato ha solo il compito di vagliare se essa è formalmente corretta. (cfr. Der kleine Pauly, Stuttgart, Druckenmüller, 1964 ss. s.v. Accusatio)
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(13) Ho notizia, da bibliografie, di un'opera di Francis Lacassin, Mythologie du roman policier, Paris, 10/18, 1974 che tuttavia non mi è stato possibile consultare. Ad autori che pretenderebbero di risalire, nel tracciare la storia del poliziesco, fino alla tragedia greca allude, manifestando chiaro dissenso con la loro tesi, Antonio Santucci nel saggio Per una storia del romanzo giallo «Il Mulino» 1951, n. 1, pp. 78-86 poi in La trama del delitto cit. pp. 121-129.
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(14) È noto che gli elementi di fatto non sono ritenuti interessanti per la te/xnh r(htorikh/, nella quale sono considerati "prove non pertinenti alla téchne" (pi/steij a)/texnoi). Ciò è molto evidente anche dalle Tetralogie di Andocide, che costituiscono i primi esempi di modelli scolastici di arringhe accusatorie e difensive e nelle quali è data importanza maggiore alle argomentazioni che ai dati di fatto.
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(15) Questo concetto è ben illustrato da Massimo Fusillo, che così si esprime:

L'incipit [...] non solo racconta eventi che appartengono al centro della storia [...] ma lo fa occultando al massimo l'informazione narrativa, con uno splendido effetto di suspense assolutamente innovativo. [...] il lettore è chiamato a ricostruire lentamente il senso di questa enigmatica scena iniziale in cui i personaggi sono ancora anonimi: un mistero che dura fino alla metà del romanzo, quando la scena è raccontata di nuovo per bocca del profeta Calasiris (V 33), e quando le fila dell'azione sono finalmente chiare.

(Lo spazio letterario della Grecia antica, Roma, Salerno Editrice, 1994, t. I vol. III pp. 256 s.)

La singolarità ed il carattere enigmatico della scena iniziale delle Etiopiche erano già stati acutamente definiti in termini di suspense anche da Guido Paduano:

L'esordio delle Etiopiche ha una struttura e una funzione che sono singolari nel romanzo greco, dove in genere l'andamento della narrazione è rigorosamente deduttivo e dipana le vicende da un nucleo informativo originale, che mette il lettore nella stessa condizione del narratore onnisciente. Qui viceversa viene fatto un uso sapiente della suspense, presentando un quadro enigmatico e mettendosi dal punto di vista dei personaggi più disinformati: dei briganti che ispezionano in cerca di preda una parte del Delta del Nilo e si trovano di fronte dati difficili da interpretare. Una nave abbandonata, ma carica, gli esiti di uno scontro violento, degenarazione di un simposio, strage e sangue dappertutto, ma non rapina ..."

(Antologia della letteratura greca, Bologna, Zanichelli, 1991, vol. IV pp. 3300 s.)

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(16) La Sayers tenne il 5 marzo 1935 una conferenza ad Oxford, che pubblicò l'anno dopo in "English" (1, 1936) con il titolo Aristotle on Detective Fiction. Il testo fu ristampato in Unpopular Opinions, London, Gollancz, 1946 pp. 178-190 ed è leggibile, con qualche taglio, in La trama del delitto cit. (pp. 65-76) con il titolo Il racconto poliziesco secondo la "Poetica" di Aristotele, ovvero l'arte di raccontare il falso.
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(17) Twenty Rules for Writing Detective Stories in «American Magazine» settembre 1928. Le venti regole si possono leggere, in traduzione e insieme alle regole di altri celebri sccirttori di gialli, in appendice al Dizionario del genere poliziesco di Franco Fossati (Milano, Garzanti-Vallardi, 1994 pp. 367 ss.). Le regole di Van Dine sono prese in considerazione anche da T. Todorov nel suo studio sulla Tipologia del romanzo poliziesco (cfr. nota 11).
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(18) I passi aristotelici sono: Poetica 23.1 (= 1459 a17); 24.5 (=1459 b35ss.)
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