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Suspense e piacere del racconto

Intesa genericamente come "interesse o tensione del lettore/spettatore verso l'esito della vicenda", la suspense è, al tempo stesso, il motivo per cui ci si accosta ad ogni forma narrativa e il risultato che essa produce durante il processo di lettura. La suspense è cioè sicuramente un componente fondamentale del piacere della lettura/spettacolo. D'altra parte è noto che esistono forme di narrativa/spettacolo in cui l'interesse per l'esito della vicenda viene deliberatamente deluso dall'autore, che si propone di concentrare l'attenzione del lettore/spettatore su altri elementi: psicologia dei personaggi, descrizioni ambientiali, problematicità dell'esistenza, significato politico delle vicende narrate. Questo secondo tipo di narrativa/spettacolo, storicamente posteriore al primo, avanza pretese di maggiore serietà e profondità e, nel nostro secolo, si candida ad unica forma di narrativa artistica, relegando il primo tipo nell'ambito della letteratura di consumo o paraletteratura.

In realtà il contrasto non è nuovo: se ne può cogliere un primo segno nell'autopresentazione tucididea, quando lo storico si dichiara consapevole che la caratteristica non fictional (to\ mh\ muqw=dej) della sua storia risulterà poco divertente all'ascolto (e)j me\n a)kro/asin a)terpe/steron) ma certamente utile per chi voglia conoscere la verità del passato e del futuro e perciò "costituisce una acquisizione valida per sempre piuttosto che un pezzo di bravura destinato a un ascolto momentaneo" (kth=ma/ te e)j ai)ei/ ma=llon h)\ a)gw/nisma e)j to\ paraxrh=ma a)koue/in cu/gkeitai) (6). C'è dunque già qui una contrapposizione fra letteratura, nella fattispecie storiografia, "seria" e letteratura d'evasione: e nella letteratura d'evasione è certamente inclusa la storiografia erodotea.

Naturalmente né in Erodoto né in Tucidide si parla di suspense: e tuttavia possiamo affermare che, se è ben difficile trovarne in Tucidide, non ne mancano esempi in Erodoto. Si può perciò ipotizzare che, fin dall'inizio, esista un rapporto abbastanza stretto fra suspense e una letteratura che, se non è proprio di evasione, quanto meno non evita di proposito, anzi spesso ricerca, il piacere della narrazione. Lo stesso rapporto è facilmente riscontrabile nella fiction moderna: qui la suspense è tanto più alta quanto più la narrativa è di consumo e questa proporzionalità diretta si accentua nel divenire storico del racconto, man mano che ci si addentra nel '900. L'uso sistematico della suspense resta sempre più confinato nella cosiddetta "paraletteratura" o, con termine tedesco ancora più nettamente spregiativo Trivialliteratur (7) e celebra i suoi trionfi nel giallo, nel thriller, nell'horror, nella fantascienza.

Eppure questi generi, in linea di massima così poco considerati dal punto di vista letterario, non solo hanno un pubblico di lettori vasto, ma spesso anche estimatori fra gli intellettuali, (8) e, cosa ancora più significativa, costituiscono l'archetipo secondo il quale sono costruite opere che certamente non appartengono alla Trivialliteratur. (9) Ciò rende legittima l'ipotesi che possa esistere una parentela fra narrativa, anche artisticamente valida, e suspense e che il fattore suspense possa essere rintracciato in molte forme di narrativa anteriori al giallo, thriller, horror propriamente detti.

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