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Percorso di scrittura creativa


Di Laura Campoli e Fabia Zanasi


Le proposte contenute in questa sezione mirano a favorire il raggiungimento, da parte dell’alunno, di una specifica finalità: rimotivare l’interesse nei confronti del processo di scrittura, mediante l’elaborazione di testi creativi, da sviluppare individualmente o a piccoli gruppi, a partire da un vincolo. Proprio la presenza del vincolo costituisce una sollecitazione e al contempo una provocazione nei confronti della capacità ideativa ed anche un elemento che orienta l’attenzione dello studente verso un controllo più rigoroso delle operazioni da compiere per svolgere il compito proposto.
Nonostante la componente intuitiva e spontaneistica, implicata dallo svolgimento di compiti che possiedono una indubbia valenza ludica, il discente deve comunque mettere alla prova anche le proprie competenze linguistiche e riorganizzare le conoscenze teoriche in precedenza apprese, durante la fase di addestramento alla pratica dell’analisi testuale.
Nella tabella, a seguito riportata, sono pertanto riassunte le attività da svolgere e gli obiettivi didattici relativi a ciascuna di esse.
Alcune attività, comprese nel percorso, sono corredate da una esemplificazione, nell’intento di rendere esplicite le modalità esecutive riferite a consegne piuttosto vincolanti.
Le esemplificazioni mancano invece per quanto concerne consegne meno vincolanti, laddove la pianificazione testuale presuppone il ricorso a risorse riconducibili all’immaginario e alla fantasia individuale.

Tipologia

Attività

Obiettivi

Proposte operative
  • Trasformazione
Trasformare un testo, sostituendo di volta in volta tutte le parole appartenenti ad una medesima categoria. Potenziare la competenza morfo-sintattica.
P1
  • Ampliamento
Ampliare una strofa o un testo, aggiungendo altri elementi. Potenziare competenze di grammatica testuale. P2
  • Riduzione
  • Rielaborare in forma versificata un testo in prosa mediante la cancellazione di parole o frasi. Potenziare il riconoscimento degli elementi indispensabili alla coerenza e coesione testuale. P3
  • Versi con clausole obbligate
  • Elaborare strofe con inserimento di parole obbligate a fine verso. Potenziare la capacità di elaborare un contenuto testuale pertinente a scelte lessicali obbligate. P4
  • Poesia visiva
  • Adeguare l’iconografia delle parole al messaggio.
    Potenziare la capacità di enfatizzare l’efficacia comunicativa del messaggio mediante la trattazione grafica dei caratteri. P5
  • Variazione
  • Modificare un testo, sostituendo il maggior numero possibile di parole con gli antonimi corrispondenti. Potenziare le competenze lessicali e semantiche. P6
  • Intrecci geminati
  • Elaborare più intrecci sulla scorta di variabili date ed elementi comuni.
    Potenziare la capacità di produrre un intreccio coerente a partire da elementi vincolanti della struttura narrativa. P7
  • "Incontri impossibili"
  • Redigere una scena dialogata tra personaggi della tradizione narrativa.

    Potenziare la capacità di strutturare un testo narrativo coerente, combinando fra loro contenuti e situazioni ascrivibili all’enciclopedia personale. P8
  • Esordio obbligato
  • Elaborare un testo a partire da una sequenza obbligata. Potenziare l’abilità di sviluppare le sequenze di un intreccio ordinato, a partire da un incipit obbligato. P9
  • Epilogo obbligato
  • Elaborare un testo in funzione di un epilogo obbligato. Potenziare l’abilità di sviluppare le sequenze di un intreccio ordinato, in funzione di un epilogo obbligato. Potenziare l’abilità di sviluppare le sequenze di un intreccio ordinato, in funzione di un epilogo obbligato. P10


    Proposte operative


    P1 Trasformazione

    Trasforma la poesia di Fernando Pessoa, sostituendo di volta in volta tutte le parole appartenenti ad una medesima categoria (ex.: verbi, sostantivi, aggettivi, pronomi, ecc...).

    Il poeta è un fingitore.
    Finge così completamente
    che arriva a fingere che è dolore
    il dolore che davvero sente.
    E quanti leggono ciò che scrive,
    nel dolore letto sentono proprio
    non i due che egli ha provato,
    ma solo quello che essi non hanno.
    E così sui binari in tondo
    gira, illudendo la ragione,
    questo trenino a molla
    che si chiama cuore. (Fernando Pessoa, Autopsicografia, trad. A.Tabucchi, Adelphi, Milano 1979)

    Esemplificazione: trasformazione di sostantivi e predicati verbali.

    Il cronista è un sognatore.
    Sogna così completamente
    che gioca a sognare che è verità
    la verità che davvero racconta.
    E quanti ascoltano ciò che dice,
    nella verità udita rifiutano proprio
    non le due che egli ha inventato,
    ma solo quella che essi non capiscono.
    E così sui canali in onda
    oscilla, imbrogliando la memoria,
    questo cavallo a dondolo
    che è la suggestione.

    P2 Ampliamento

    Amplia l’epigramma di Marziale, aggiungendo altri elementi in modo da duplicare o triplicare il numero dei versi.

    Coppe di cristallo
    Se hai paura di romperle le rompi:
    la mano sbaglia per trascuratezza
    o per troppa attenzione.
    (Marziale, Apophoreta, trad. C.Vivaldi, Newton, Roma 1973)

    Esemplificazione: ampliamento dell’epigramma di Marziale

    Se anche tu, ospite mio gradito, hai paura di romperle,
    le coppe belle di lucido cristallo trasparente,
    proprio allora le rompi: nell’afferrarle in fretta
    rozza e sbadata la mano sbaglia
    per trascuratezza e malavoglia
    oppure per troppa attenzione
    in un eccesso di rispetto
    verso il tuo rinomato commensale.

    P3 Riduzione

    Mediante la cancellazione di parole o frasi, rielabora in forma versificata, il testo in prosa, sotto riportato, eliminando le voci verbali di modo finito e assegnando al nuovo testo un titolo.

    La passeggiata al mulino fu incantevole. Era un angolo della natura degno di Corot, soprattutto a mezzogiorno, l’ora in cui ci andarono con la freschezza del verde, l’ombra raccolta sotto i grandi alberi, e ogni sorta di gorgoglio dell’acqua corrente che fugge, riluce fra il muschio e le pietre porta e sparge nell’aria il fresco del fogliame,dell’erba, attraverso cui correvano cantando. Il mulino era di un’altezza pittoresca, con la sua vecchia costruzione in pietra secolare, la sua ruota enorme, semicorrosa, coperta di erbacce, immobile sulla gelida limpidezza dell’acqua scura. (Da José Maria Eça de Quiroz, Al mulino, da Linea d’ombra, anno XV n. 128, Settembre/Ottobre 1997)

    Esemplificazione

    Un angolo della natura

    La freschezza del verde
    l’ombra raccolta
    l’acqua corrente
    fra muschio e pietre,
    il fresco del fogliame.
    L’altezza pittoresca
    la sua ruota enorme,
    coperta di erbacce,
    immobile, sulla gelida
    limpidezza dell’acqua scura.
    Incantevole
    la passeggiata al mulino.

    P4 Versi con clausole obbligate

    Costruisci due quartine in versi liberi. I versi della prima quartina devono concludersi con le seguenti parole: notte, cuore, petali, suoni. Nella seconda quartina l’ordine delle parole sarà inverso.

    Esemplificazione: quartine con clausole obbligate.

    Stupefatto nella notte
    ascoltando il tuo cuore
    che spalanca i suoi petali,
    respiro incredulo i suoni.

    E fra tanti dolci suoni
    il profumo di petali
    sale soffice dal cuore,
    mentre sboccia la notte.


    P5 Poesia visiva

    Componi una poesia visiva incentrata sul tema della solitudine, sottolineando il contenuto che vuoi esprimere, mediante disposizione, dimensione, stile e corpo dei caratteri grafici.

    Esemplificazione:


    P6 Variazione

    Varia il testo, tratto dal racconto di Franco Vegliani, Come la mucca Ilaria amò d’un amore ideale e fu, per esso condannata alla morte, sostituendo il maggior numero possibile di parole con altre di significato opposto.

    [...] Dolce è sulla pianura la primavera.
    Si arricciano le nuvole candide sulle vette dei pioppi all’orizzonte, e nei campi i grani maturano carezzati dal vento. Va il fiume gonfio dell’acqua dei remoti ghiaccai, e lungo le cavedagne gli alberi di marene curvano i rami al troppo peso dei frutti. I papaveri colorano i prati di colore sanguigno. [...]
    (Da Franco Vegliani, Storie di animali, Sellerio, Palermo 1991)

    Esemplificazione

    Triste è sotto le montagne l’autunno.
    Si distendono le ombre nere alle radici dei pioppi in primo piano, e sotto terra i semi marciscono infracidati dall’acqua.
    S’arresta il fiume povero d’acqua di vicine pianure, e lungo i fossi i cespugli di pruni levano gli spini leggeri. I crisantemi imbiancano la terra come la neve.

    P7 Intrecci geminati

    Elabora cinque racconti, attendendoti ai vincoli indicati nella tabella sotto riportata.

     


    Spazio


    Tempo


    Personaggi


    Oggetti


    Funzioni


    Tecnica

    Racconto n°1 In una camera d’albergo.
        Specchio
    Tappeto
    Libro
       
    Racconto n°2   Nell’arco di 30 minuti.
      Specchio
    Tappeto
    Libro
       
    Racconto n°3     Il killer e la presunta vittima Specchio
    Tappeto
    Libro
       
    Racconto n°4       Specchio
    Tappeto
    Libro
    Ostacolo da superare.  
    Racconto n°5       Specchio
    Tappeto
    Libro
      Scena



    P8 "Incontri impossibili"

    Redigi una scena dialogata tra due personaggi della tradizione narrativa, ad esempio, la Monaca di Monza e Pinocchio, prendendo spunto dal testo di Luigi Malerba sotto riportato.

    Bertoldo e Turandot

    Il brusio della folla dei cortigiani in attesa riempiva il salone della reggia di Pechino [...]
    Un altro colpo di gong annunciò l’ingresso di Turandot che venne accolta con un nuovo brusio della folla [...]
    Nel silenzio che seguì le parole solenni di Turandot, emerse improvvisamente la voce nasale e grossolana di Bertoldo.
    "Chi vuol tenere la casa monda non tenghi polli né colomba".
    Il Mandarino inteirvenne severo a quella sortita inopportuna.
    "Che cosa vai dicendo straniero?".
    "Gnente gnente, ho sentito parlare di purità e ho detto un mio proverbio sulla pulità o pulizia della casa".
    "Veramente la Principessa Turandot parlava della purità del cuore".
    "E io parlavo di quella della casa, vostra licenza, signor Mandarino, ovvero portugal".
    "Mi hai chiamato Portugal? Non capisco, straniero, io sono un Mandarino".
    "Fra mandarino e portugal la differenza è poca. Sono per noi la stessa frutta mangereccia". [...]
    Turandot pronunciò con voce solenne il primo enigma.
    "Straniero, ascolta!’, nella cupa notte vola un fantasma iridescente. Sale, dispiega l’ale sulla nera infinita umanità. Tutto il mondo lo invoca, tutto il mondo lo implora! Ma il fantasma sparisce con l’aurora per rinascer nel cuore! E ogni notte nasce e ogni giorno muore!".
    Bertoldo cercò di prendere tempo.
    "Intanto che metto in moto il cevello per mettere in moto il vostro indovinello, sapete voi dirmi, cara Turandot qual è la cosa più sfacciata che ci sia?"
    Il mandarino lo redarguì.
    "Invece di fare delle domande ti conviene rispondere a quella che ti ha fatto Turandot se non vuoi perdere la testa".
    "è un gioco, no? e allora se giocate voi perché non posso giocare io? [...]
    Turandot pronunciò con voce solenne il secondo enigma.
    "Guizza al pari di fiamma, e non è fiamma! è talvolta delirio! è tutta febbre! febbre di impeto e ardore! l’inerzia lo tramuta in un languore! Se ti perdi o trapassi si raffredda! Se sogni la conquista, avvampa, avvampa! Ha una voce che trepido tu ascolti, è del tramonto il vivo bagliore!".
    Bertoldo ride sgnagherato
    "Ah, ah, ah! Facilissimo! Facilissimo, cara Turandot!".
    "E allora rispondi!"
    Bertoldo ride ancora.
    "Ah, ah, ah! Vogliamo passare al terzo indovinello e questo lo diamo per indovinato?"Il Mandarino intervenne ancora per ordinare a Bertoldo di non perdere tempo.
    "Non cercare di guadagnare tempo con i tuoi sotterfugi!".
    "Se il tempo si potesse guadagnare io sarei ricco".
    "Allora qual è la tua risposta?"
    "Una robba rossa come il tramonto ..."
    Turandot insistette.
    "Parla straniero!"
    "Fra poco dormiremo nello stesso letto, cara Turandot!"
    "No! Non mi avrai mai!"
    "Ma come? Ho già imbroccato due indovinelli!"
    Il Mandarino lo rimproverò.
    "Non hai ancora dato la risposta per il secondo".
    "Te l’ho detto che è una robba rossa come il tramonto, sangue di ... "
    "Sangue! Hai indovinato!"
    "Sangue di Giuda, lo dicevo che era facilissimo"
    Voci e commenti si diffusero nel salone.

    (Luigi Malerba, Bertoldo e Turandot, in Avventure, Il Mulino, Bologna 1997)

     

    P9 Esordio obbligato

    Elabora un testo narrativo a partire dalla sequenza sotto riportata, tratta dal racconto di Giorgio Manganelli, Aspettando gli alieni.

    Qualche giorno fa un mercoledì assolato e irrequieto, un mio giovane amico e scrittore ebbe una esperienza che si può definire con molti aggettivi, anche simultaneamente: buffa, significativa, drammatica, rivelatoria, risibile. Si trovava in via Veneto e notò un assembramento attorno ad un’edicola: volti attenti, perplessi, tesi. Si avvicinò e vide quel che gli altri vedevano, lesse quel che tutti leggevano. [...]

    (Da Giorgio Manganelli, Aspettando gli alieni, in Leggere, anno X, settembre 1997, n°90)

    P10 Epilogo obbligato

    Elabora un testo narrativo in funzione dell’epilogo sotto riportato, tratto dal racconto di Ersi Sotiropulos, Caiale.

    [...] Si sentiva meravigliosamente bene. Un mondo armonioso l’avviluppava come un’aureola di luce. Tutto era molto chiaro: una serata fortunata seguiva ad un pomeriggio delizioso. Ogni cosa si trovava al suo posto e non c’era bisogno che qualcuno la spostasse mai più.
    Erano tutti e tre in piedi chini su di lei e aspettavano. Scostò un poco la sedia. La mano le tremava nel prendere la matita. Poi, in maniera più decisa, cominciò a disegnare l’animale partendo dalla piccola coda arricciata.

    (Ersi Sotiropulos, Caiale, da Linea d’ombra, anno XV n. 128, Settembre/Ottobre 1997)

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