Le forbici hanno la funzione di esercitare un'azione di taglio sul materiale da recidere. Servono, a seconda delle tipologie e dei modelli, per usi diversissimi.
Vengono scelte come emblema dalle corporazioni dei sarti, dei drappieri, dei calzolai e dei barbieri.
Più volte sono ricordate come strumenti che convengono alle donne e se altri strumenti come il coltello e la spada, l'ascia e la tenaglia, testimoniano il progredire del gusto e dell'inventiva maschili, le forbici sono invece testimonianza del progredire del gusto della donna. Nella "cassettina d'amore" inviata alla dama secondo un uso che si va affermando verso il XIV secolo, figurano le forbici, che cominciano ad assumere quella connotazione prettamente femminile che, se si eccettuano alcuni modelli destinati a impieghi più "pesanti", le accompagnerà per tutta la loro storia.
Le forbici "belle", a differenza di altri oggetti che, quando ne viene privilegiata la valenza estetica perdono in fuzionalità, riescono ad essere anche forbici "utili" e diventano così un oggetto rappresentativo, tale da poter costituire un dono di pregio, carico inoltre di un valore emblematico, quale simbolo dell'operosità femminile.
Nel '700 e nell'800 le forbici, come allegoria, trovano posto nella satira politica e negli scritti letterari. Giacomo Leopardi, nello "Zibaldone" scrive che i suoi testi erano il risultato di un lungo lavoro di forbici.