L'avvento dei metalli ha permesso di realizzare oggetti con forme e possibilità non permessi dalla pietra, tra cui le forbici. Le forbici come le intendiamo oggi (quelle che si basano sul principio della leva di primo grado, la cui invenzione  è attribuita ad Archimede) risalgono al X secolo d.C.
Prima di tale epoca troviamo l'antenata delle forbici: la  forfice, tipologia che si è poi mantenuta nel tempo, anche quando le forbici a perno avevano già fatto la loro comparsa. A partire dall'epoca romanica, gli Statuta delle corporazioni di fabbricanti di forbici parlano per la prima volta di quest'oggetto e intorno al XII secolo ne compaiono raffigurazioni iconografiche; più tardi  il diffondersi dell'uso delle forbici è testimoniato in molte immagini di vita popolare e varie corporazioni le scelgono come emblema. Dal XII secolo in poi si nota una crescente attenzione nei riguardi della forma e della qualità delle forbici, anche in seguito allo sviluppo dei contatti con l'Oriente mediterraneo. Le forbici diventano sempre più belle, specialmente in epoca rinascimentale. Nel Seicento e nel Settecento primeggia la produzione della Francia e della Germania, anche per l'accentramento degli artigiani migliori nelle fabbriche protette dalle corti. A partire dall'Ottocento si tende a privilegiare l'aspetto funzionale su quello estetico.