La scoperta di due lettere scritte, la prima da Francesco Sforza il 21 ottobre 1462, l'altra da suo figlio Galeazzo Maria nel giugno 1466, all'ambasciatore di Milano in Toscana per ordinare circa ottanta paia di occhiali, sia "apti et convenienti ad la vista longa, zoè da zovene", sia "convenienti ad la vista curta, zoè de vechy", anticipa la data degli occhiali per miope e dimostra che, intorno alla metà del Quattrocento, la Toscana era in grado di produrre grandi quantità di occhiali, per un mercato che evidentemente andava allargandosi.
Per molto tempo gli occhiali non furono prescritti e realizzati caso per caso ma preparati in pochi tipi fissi e scelti poi dai pazienti fra quelli disponibili. Molte immagini mostrano venditori ambulanti di occhiali.

Qui a lato, costruttore di occhiali in un'incisione della metà del '500.