Fin dalla più remota antichità l'uomo fece uso di vari mezzi per risolvere il problema della misurazione del tempo; un aspetto interessante dei diversi strumenti ideati e prodotti dall'uomo per misurare il tempo, è il progressivo passaggio da una sua scansione lenta, legata al ritmo della vita umana  e all'alternarsi delle stagioni, a una misurazione sempre più precisa e più concitata  di spazi temporali sempre più brevi, fino alla frenetica velocità odierna assurta a "valore".
Nato per misurare il tempo, impose successivamente agli uomini misurazioni accurate di attività che prima o non erano misurate o lo erano con vaga approssimazione. Così se da un lato l'orologio soddisfece a certi bisogni, d'altro lato ne creò dei nuovi producendo le condizioni per la propria e proliferazione. Per lunghissimi anni, anche dopo l'invenzione dei primi orologi meccanici, la misurazione del tempo rimase un fatto collettivo e a scandire le ore erano, per tutti, le campane dei monasteri, gli orologi delle torri  e degli edifici pubblici. Soltanto più tardi, quando gli orologi assunsero dimensioni facilmente trasportabili, divennero, gradualmente, oggetti personali che scandivano un tempo privato. E contemporaneamente  si impreziosirono, e la funzione estetica di gioielli da ostentare, prevalse a lungo su quella di strumenti di misurazione temporale.