"...C'è un'isola dove vanno un bel giorno tutti  gli orologi del mondo a finire la loro vita  laboriosa. Sono sfuggiti alle mani terribili dei  bambini: disseminati fra l'erba come fiori,  essi riposano tranquillamente. Sono fermi:  chi sulle cinque, chi sulle nove e due minuti:  ciascuno prediligeva un'ora. Ogni orologio  predilige sempre un'ora.
 Il giorno del giudizio universale anch'essi  torneranno a battere, muniti di piccole  invisibili ali voleranno nei panciotti dei loro antichi proprietari: un ladro, un barone, un fanciullo, una madre. Diranno al barone, o al ladro, o al fanciullo: <Guarda, sono le cinque e un quarto>. E tutto riprenderà come prima."

                                                                                   da: Cesare Zavattini, "Gli orologi", Giunti & Lisciani Editori