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Ricercatori di professione: punti di vista

A lavoro quasi ultimato, analizzate le 31 ricerche e messa a punto la griglia per "fare e analizzare ricerca", sono stati realizzati alcuni incontri con i seguenti ricercatori di professione:

Lo scopo era validare il lavoro di ricerca, accogliendo proposte di modifiche e aggiustamenti ed ottenere indicazioni su possibili modelli di ricerca per gli Irrsae e per la scuola in generale.

Dai verbali degli incontri si riportano alcune indicazioni sui fondamenti filosofici ed epistemologici della riflessione e alcune proposte per la ricerca negli Irrsae e in campo educativo.

FONDAMENTI FILOSOFICI ED EPISTEMOLOGICI DELLA RIFLESSIONE

Damiano

La ricerca educativa coincide con la pedagogia didattica e si realizza attraverso un circolo virtuoso fra pratica e teoria, che trova il suo principale punto di riferimento nel fare degli insegnanti. Fondamenti di tale impostazione sono l' epistemologia genetica o costruttivismo e il modello antropologico di Bastide, da cui derivano: il valore conoscitivo dell' azione, presa anche come unità di indagine, l' interazione soggetto-oggetto, l' interazione dei valori nella prospettiva dell' azione per il cambiamento come parte della ricerca, la classificazione delle ricerche in relazione alla prassi e la definizione dei criteri e metodi in relazione al problema da risolvere. L' insegnante deve essere messo nelle condizioni di fare ricerca sull' azione didattica in vista dello sviluppo della sua professionalità; pertanto resta la distinzione fra insegnante e ricercatore di professione. La ricerca-azione o ricerca teoria-prassi è il luogo privilegiato della ricerca educativa, come pure per gli Irrsae, in quanto, nella loro stessa denominazione, legando Ricerca-Sperimentazione-Aggiornamento, sono espressione del circuito teoria-pratica, purché le ricerche da essi condotte vedano staff misti di ricercatori interni ed esterni (allo scopo di incrementare nell' Istituto la cultura della ricerca).

Frabboni

L' Irrsae può praticare nella ricerca un percorso epistemologico, alla cui definizione di statuto può contribuire, i cui punti sono: contenuti, linguaggi, ermeneutiche, principi di investigazione, euristico e di legittimazione.

Guasti

Si afferma la centralità del concetto di ipotesi nel fare e analizzare ricerca e della distinzione fra teoria ed elementi di realtà, sulla scia di chi afferma che nella ricerca educativa non esistono teorie formalizzate, ma ipotesi investigative. E' come dire che c' è differenza fra un approccio ad un problema e la fondazione di una teoria o di distinguere fra: teoria/filosofia e ipotesi/ricerca o, ancora con altre parole, dire che è possibile una ricerca, ma non una conclusione.

PROPOSTE PER LA RICERCA IRRSAE

scopi: anziché avere grosse preoccupazioni formali circa classificazioni e definizioni nel campo della ricerca, sarebbe meglio abbassare il tiro e guardare all' utilità o rispetto della committenza (invece di epistemologia, sarebbe meglio parlare di metodologia della ricerca) (Spallacci);

la ricerca educativa è strettamente legata al territorio; da questo muove e prende le mosse, a questo, o meglio al sistema formativo che in questo insiste, è indirizzata e finalizzata. La ricerca educativa, in definitiva, deve saper servire la collettività e la regione geo-politica di riferimento, senza rinunciare a guardare al di là del contesto umano e territoriale cui è diretta (Otranto, Damiano);

espande e diffonde la conoscenza degli aspetti fondamentali dello sviluppo culturale ed umano, dell' apprendimento, dell' insegnamento e dei loro contesti di riferimento; individua i modi per scoprire gli elementi effettivi di cambiamento dei programmi, dell' istruzione e dell' organizzazione dei servizi formativi; assicura le migliori basi per consentire all' innovazione e alle politiche educative e formative di distinguere tra illusione e pregiudizio; valuta lo stato dei sistemi formativi e il loro progresso rispetto a obiettivi e scopi determinati (Otranto, Margiotta, Damiano);

contenuti: occupare spazi liberi; accumulazione sistematica di informazioni (Rossi);

occorre individuare uno spazio specifico che non si sovrapponga ad altri già curati da altri enti, con cui eventualmente reperire sinergie, tralasciando le ricerche statistiche, dedicandosi a quelle didattiche e professionali (Spallacci);

non ricerche sperimentali o microricerche, nè grandi ricerche statistiche, bensì ricerche qualitative del tipo: organizzazione della scuola, curricoli, assi e ambiti disciplinari e il campo della valutazione(Frabboni);

valutazione, vissuto scolastico e documentazione della ricerca in campo educativo (Guasti);

ricerca orientata alla pratica (azione, decisone), valutativo sommativa, valutativo formativa, sviluppativa, interessata all' utilizzo strumentale, mirante a un rapporto diretto tra conoscenza e azione, finalizzata alla disseminazione, rivolta a migliorare la qualità (Otranto, Scurati, Damiano);

metodi: promuovere ricerche che integrino approcci diversi (Rossi);

occorre stabilire dove si vuole arrivare, i criteri di ricerca devono rinviare a un problema che si vuole risolvere; vi è una condizione da rispettare per le ricerche Irrsae: che lo staff sia misto interno ed esterno; l' insegnante deve essere messo in condizione di fare ricerca (Damiano);

per fare ricerca in campo educativo occorre un sapere che colga la logica interna del sapere pratico (teoria della didattica); il bricoleur e lo scienziato rappresentano due saperi (l' apertura e la riorganizzazione, il concetto e il segno), entrambi necessari come livelli diversi e progressivi di una scala di cambiamento; l' azione diviene l' unità di indagine del modello della epistemologia genetica o costruttivismo, condensando tre valenze considerate separate dai paradigmi precedenti: epistemologica, antropologica e pratica; il sillogismo pratico, la ragion pratica comportano i limiti della generalizzabilità, comunicabilità e insegnabilità e alcune implicazioni metodologiche, tipo il privilegiare tecniche d' indagine qualitative o idiografiche; (Bastide) "a) guardarsi dal proiettare gli interessi dell' azione nella teoria, che deve partire dall' osservazione degli atti di cambiamento e dei fatti che ne scaturiscono; b) guardarsi dalle preoccupazioni teoriche nella pratica, che dev' essere lasciata nella piu' completa libertà in modo che possa suscitare nuovi problemi, che faccia scoprire nuove leggi, che allarghi lo studio dei processi di manipolazione della realtà da parte della pratica sociale (pedagogica), man mano che la pratica si apre nuovi varchi e nuovi adattamenti al reale;" occorre stabilire dove si vuole arrivare, i criteri di ricerca devono rinviare a un problema da risolvere (Damiano);

al ricercatore si richiede la cura e la garanzia del mezzo metodologico, ma, spesso, il suo lavoro inizia dal dover chiarire le idee al committente (a se stesso se la ricerca è autocommessa), definire gli obiettivi, circoscrivere il campo, per poi arrivare a disegnare l' itinerario, individuare l' ipotesi centrale da verificare e costruire gli strumenti, avendo compiuto, in caso di necessità, per ignoranza del problema, un' indagine a carattere esplorativo o indagine senza ipotesi forte; gli strumenti che il ricercatore deve padroneggiare sono: la formazione del campione (teoria del campionamento), l' indagine qualitativa o di caso (pochi casi), il questionario, l' esposizione o confezionabilità dei dati e il rapporto finale di ricerca, che deve sempre contenere una valutazione critica, trasversale; per imparare a fare ricerca occorre fare ricerche, se possibile con ricercatori esperti, consultare la letteratura e le ricerche sul tema in questione, salvo casi in cui sia da attuare una rottura epistemologica (ignorare le ricerche esistenti); particolare cura merita il questionario, in cui vanno eliminate parole ambigue o non mediamente acquisite, che va controllato e somministrato da un intervistatore esperto. I dati si prestano a incroci, correlazioni, indici e insiemi di indici (analisi multifattoriale e multivariata, programmi statistici SPSS e SAS). Nella ricerca tradizionalmente esiste una divisione del lavoro: il ricercatore o coordinatore della ricerca, che ha le idee, l' immettitore che ha il compito di inserire i dati nel computer e il trattatore di dati al computer, che ha il compito di fornire al ricercatore gli incroci, gli indici, le agglomerazioni di dati richiesti; (Spallacci);

ricerca-azione e approccio qualitativo (Frabboni);

metodologia qualitativa dello studio di caso (Guasti);

modelli: modello dal basso teoria - pratica, modello della epistemologia genetica o del costruttivismo, modello della ricerca - azione (Damiano);

modello a percorso epistemologico: contenuti, linguaggi, ermeneutica, metodologia di investigazione, principio euristico, principio di legittimazione (Frabboni);

modello Dewey: situazione di partenza, identificazione del problema, formulazione delle ipotesi, consultazione della letteratura e formulazione di previsioni logiche, intervento, verifica e continuum dell' esperienza (Guasti);

modello comparativista - conoscitivo di R. Macridis (raccolta dati, raccolta uniformità e differenze, formulazione di ipotesi di correlazioni fra dati e uniformità e differenze e verifica delle ipotesi attraverso l' osservazione rigorosa (Guasti);

modello ricerca- zione (Guasti);

itinerari: tabella a doppia entrata o schema di rappresentazione della ricerca Irrsae in relazione a: contenuti, linguaggi, ermeneutica, metodi di investigazione, principi euristici, principi di legittimazione (Frabboni);

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