LA COLTIVAZIONE DEL RISO

Ogni anno a primavera, iniziano i lavori di preparazione delle risaie, cioè‚ dei terreni in cui verrà  seminato il riso. Si rivolta il terreno con l'aratro, perchè‚ affiori in grandi zolle la terra fresca. Le zolle vengono sbriciolate e livellate con l'erpice. Si procede quindi alla concimazione, per ridare alla terra gli elementi nutritivi necessari alla crescita delle piante. Spianate e concimate le risaie, si immette l'acqua che, attinta da canali irrigati o direttamente dai fiumi, entra nelle risaie. I semi vi verranno sparsi da macchine seminatrici, trainate da trattori muniti di particolari ruote dentate di ferro. L'acqua‚ indispensabile per difendere dalle basse temperature notturne i semi che devono germogliare e poi le pianticelle cui daranno vita. La coltura in immersione richiede un controllo del livello dell' acqua durante il ciclo vegetativo. In giugno si procede alla monda delle risaie dalle erbe che sottraggono nutrimento al riso, operazione cui erano addette le mondine impiegate anche per il trapianto. Oggi la monda avviene con l'aiuto di prodotti fitosanitari. Quando le piantine di riso sono abbastanza cresciute si deve procedere al diserbo, ossia alle operazioni necessarie per estirpare le erbe infestanti. Dopo il diserbo la pianticella del riso continua a crescere, fino a quando fiorisce e forma successivamente la pannocchia che maturerà  lentamente in agosto o settembre. Macchine gigantesche chiamate mietitrebbiatrici entrano nella risaia e con grande rapidità  tagliano gli steli, raccolgono le pannocchie e tolgono loro tutti i granelli versandoli nell'apposito serbatoio dal quale essi verranno trasferiti attraverso carri ai silos dell'essiccazione. L'essiccatoio‚ l'impianto a cui compete la funzione di ridurre l'umidità  del chicco affinchè‚ si conservi a lungo senza ammuffire nè‚ alterarsi. Il riso venduto al consumo non deve avere per legge un tasso di umidità  superiore al 15%. .Il riso greggio essiccato viene conservato in silos fino alla commercializzazione. La costituzione di varietà  sempre più produttive e resistenti ‚ un altro fattore di progresso. Le varietà  alte di stelo tendono a piegarsi per fattori climatici. Il miglioramento qualitativo determina il ricorso non solo alle fonti varietali nazionali ma anche a genotipi d'oltremare.