In Italia

La prima risaia "moderna" che sia stata fatta nella pianura padana nel 1468 da tal Colto de' Colti, documenti datati 1475 attestano di opere di adduzione di acque per grandi risaie in Lombardia. Nel 1475 il duca Gian Galeazzo Sforza dona al duca di Ferrara un sacco di riso che viene da lui definito in una lettera <<alimento estremamente interessante e meritevole di essere coltivato>> .

La presenza di notevoli estensioni paludose ha favorito la diffusione della coltivazione che in due secoli ha raggiunto l'estensione di 200.000 ha. La varietà  di risone coltivata era il "nostrale" fino 1839, anno in cui Padre Calleri importò abusivamente dalle Filippine i semi di 43 varietà  di riso asiatico che contribuirono geneticamente a gettare le basi della moderna risicoltura. La genialità  di Camillo di Cavour spinse gli agricoltori del vercellese ad istituire un efficiente ed esteso sistema di irrigazione potenziato dalla costruzione nel 1866 del canale Cavour, successivamente si costituisce anche a Novara un organismo per la gestione delle acque. Nasce la stazione sperimentale di risicoltura e nel 1970 il moderno centro per li riso a Mortara.

Nel passato spesso la risicoltura è stata messa sotto accusa quale fonte inquinante dell'aria e della diffusione della malaria. Tra il '500 e '800 si condusse una aspra lotta tra "igienisti" ed assertori del progresso risicolo; i primi impegnati a suon di editti a limitare notevolmente la superficie coltivata a riso,..i secondi difendendo la coltura che aveva favorito la bonifica nelle zone paludose. Ancora oggi i Piani Regolatori delle città  risicole prevedono le "zone di rispetto" per limitare la diffusione delle zanzare in città .