LE MONDINE

Lo sciopero delle mondine ( 16 giugno 1944 )

Leggendo il libro di Mario Gandini apprendiamo che "Fra il 12 e il 20 giugno 1944 le mondine di Molinella, Medicina, Galliera, Bentivoglio, S. Pietro in Casale, Malabergo, Baricella, Minerbio e San Giovanni in Persiceto aderirono allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali clandestine.
Riferiamo qui parte della testimonianza di Dea Zambelli che in quegli anni abitava nel casello della Veneta (linea ferroviaria che veniva da Bologna e proseguiva verso Cento) vicino all'essiccatoio del riso.
" Io andavo a lavorare nelle risaie del commendator Lenzi. Facevo non so quante ore al giorno e guai a chi si alzava su un momento o si distraeva dal lavoro. Non eravamo in regola, lavoravamo dodici ore al giorno, avevamo una paura tremenda del padrone: il clima era questo.
C'era la fame, la guerra: mio cognato era via soldato. Quando andavo a fare la mondina ero una ragazzina, avevo 13 o 14 anni. Poi, siccome mio padre, che era vedovo, era diventato casellante della Venata Ferrovie, io lo aiutavo ad alzare e abbassare le sbarre. Anche lì ero sfruttata, facevo molte cose, non ero in regola, non sapevo nemmeno quanto prendevo di paga.

 Le donne che andavano alla risaia lasciavano le biciclette al casello. Una mattina, nel 1944, quando ci alzammo, vedemmo sull'essiccatoio delle scritte che dicevano: FATE SCIOPERO COME LE MONDINE DI MOLINELLA.
C'erano anche dei volantini che dicevano alle mondine:" Fate sciopero perchè vi spetta di un chilo di riso al giorno, la minestra calda a mezzogiorno, un copertone nuovo per bicicletta".
Quando le mondine arrivarono, erano le sei o sei e mezzo di mattina, rimasero molto meravigliate e si guardarono in faccia perchè non sapevano cosa fare.
Avevano paura - ci si può immaginare. Però l'istinto diceva loro cosa dovevano fare e non scesero nella risaia a mondare il riso.
Allora arrivò Cenacchi, il fattore che era fascista peggio del padrone e fece loro una gran scenata. Poi telefonò a S. Giovanni al segretario del Fascio, un certo Lini, mi sembra si chiamasse. Arrivò quindi un camion di fascisti con sulla cabina una mitragliatrice puntata. I fascisti, armati di mitra, circondarono la casa perchè avevano paura di un attacco partigiano.
Misero al muro le donne e io mi dicevo: adesso le ammazzano tutte. Arrivò poi un ufficiale tedesco, il quale disse loro che, siccome avevano fatto sciopero, l'ordine era di ucciderne una ogni dieci. Affermò che, siccome lui era buono, se fossero tornate al lavoro, avrebbe chiuso un occhio e non sarebbe successo nulla di grave. Intanto le mondine, sempre contro il muro, avevano una paura tremenda: una, ad esempio, cadde svenuta, le venne il mel di cuore, e in seguito morì per questo.
Alla fine i fascisti, dopo un gran discorso, se ne andarono via e le mondine andarono giù in risaia. Dopo 14 o 15 giorni si videro dare il riso, la minestra, il copertone, quelle cose cioè che stavano scritte nel volantino".

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