TESTIMONIANZE SULLA RESISTENZA
Testimonianze
" La nonna non ha partecipato attivamente alla Resistenza perché era molto giovane, ma ha conosciuto dei partigiani che combattevano a Bologna e si chiamavano Gappisti, uno di loro era il fidanzato della sorella più grande" (nonna di Federico)
"Anche se piccole, la nonna e alcune sue amiche aiutavano la Resistenza portando da mangiare ai partigiani che a volte si nascondevano nei terrapieni della ferrovia vicino a casa sua.Una volta hanno anche salvato la vita a uno di loro.
Un giorno arrivò nel rione un’automobile con quattro fascisti che cercavano un ragazzo sospettato di essere stato partigiano e chiedevano a tutti informazioni su di lui. La nonna e una sua amica, quando lo videro arrivare, dissero piano:
-Cercano te!
Allora lui scappò in mezzo ai campi e si unì ai partigiani." (nonna di Teresa )"In Sicilia, al passaggio dei tedeschi e degli americani che andavano verso il Nord, dove poi ci fu la Resistenza, essi lasciarono: munizioni, bombe (d'aereo, a mano, da mortai) e qualche carro armato per strada.
Io mi trovavo a Enna perché i miei genitori, dopo la guerra, si erano trasferiti là.
A quel tempo, il sale, veniva venduto a blocchi, così come si raccoglieva dalle saline, cioè grezzo.
La mia mamma non aveva il mortaio e chiese, alla ragazza che lo vendeva, se glielo poteva rompere. Io sono andata a prendere il sale, e questa ragazza ha cominciato a romperlo. Però, lo strumento che stava usando in quel momento, lo aveva trovato per terra. A noi sembrava un pezzo di ferro! Invece no, ci sbagliavamo: era una bomba, che a contatto con il sale è esplosa, provocandoci dei seri danni.
La ragazza è rimasta senza mani, dopo le hanno messo una protesi. Io, invece, sono stata colpita dalle schegge nelle gambe, nel petto e nel braccio.La faccia si è salvata!
Mi sono dovuta operare alle gambe, per espellere i pezzi di ferro che erano penetrati all'interno. Sono stata ricoverata per ben 40 giorni.
Porto ancora i segni di questa esperienza." (nonna di Pamela )